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Perché si verificano perdite d’acqua?

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Le tubature di una casa, di una fabbrica o di locali commerciali sono nascoste anche sotto il pavimento della costruzione e questo rende difficile il poter rilevare le eventuali perdite. Una perdita d’acqua può farti perdere un sacco di tempo e denaro, soprattutto se non viene rilevata in tempo e le settimane passano. Per questo motivo, è necessario cercare di individuare la perdita d’acqua il più presto possibile, per evitare un costo aggiuntivo dovuto ad ulteriori danni che possono conseguire.

Le perdite d’acqua possono verificarsi per diversi motivi, e riassumiamo nel seguente elenco i casi più frequenti:

  • Materiali di bassa qualità: Le scelte economiche a lungo termine sono sempre costose. Vale la pena spendere un po’ di più in un buon materiale per ridurre il rischio di perdite in futuro.
  • Tubi vecchi: Il passare del tempo non perdona nessuno, nemmeno le tubature dell’acqua. Il passaggio di acqua e liquidi vari nel corso degli anni attraverso i tubi può portare a crepe e fessure che possono portare a perdite significative.
  • Giunzioni mal elaborate: È fondamentale affidarsi ad un professionista  per l’installazione dei tubi, in quanto una installazione inadeguata può portare a perdite d’acqua, con tutte le conseguenze del caso.
  • Pressione troppo alta: Le piogge torrenziali possono essere fatali sia per la rete idrica di uno spazio industriale, che quella di casa o strada pubblica. Il monitoraggio dei tubi dovrebbe essere più accurato dopo episodi di forti piogge.

Queste sono le ragioni principali per la comparsa di perdite d’acqua. Per ridurre il danno causato da una perdita d’acqua, è necessario individuare la perdita d’acqua il prima possibile.

La scelta più efficace per effettuare una ricerca perdite acqua e risolvere il problema senza dover ricorrere ad interventi invasivi è rivolgersi a  VI.RO., azienda della provincia di Lecco specializzata in questo settore e che dispone di tecnologia di nuova generazione per tale scopo.

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Il piano della cucina: una scelta che dura… una vita

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Il piano della cucina: una scelta che dura… una vita

Le cucine delle case di oggi sono sempre di più sofisticate, scenografiche, oltre che pratiche e funzionali. Si tratta di ambienti che hanno saputo conquistare un posto d’onore all’interno delle abitazioni più moderne e di tendenza, tanto che si tende a prediligere un ambiente open che inglobi zona living e appunto, zona cucina. Ovvio che, con queste premesse, la cucina deve essere un elemento assolutamente glamour, da mostrare oltre che da utilizzare.

I materiali più innovativi

Oltre ai mobili, ai ripiani e agli elettrodomestici, l’elemento caratterizzante di ogni cucina è il piano di lavoro. Attualmente sul mercato si trovano un’infinità di soluzioni adatte a soddisfare tutte le esigenze e ogni gusto. Materiali naturali come il legno, classici come come il marmo o il quarzo, più moderni e “facili” come i laminati permettono di completare e di regalare una spiccata personalità all’ambiente cucina. Certo è che un piano di lavoro dovrà “vivere” per molti anni, senza subire gli effetti di calore, maltrattamenti e del contatto con i cibi. Insomma, un piano che si rispetti deve essere non solo esteticamente bello, ma anche molto, molto resistente e pratico da pulire.

L’ultima novità per vestire la cucina

Tra i materiali più innovativi del momento, ne spicca uno prodotto da Veneta Cucine, la più integrata piattaforma italiana di produzione di mobili per cucina, di cui Pedrazzini Arreda è rivenditore ufficiale per Milano. L’azienda ha infatti dato vita a Caranto, la nuova linea di prodotto specializzata nella realizzazione di piani cucina tecnici. “Caranto è sinonimo di design ed elevate prestazioni professionali, e assicura, per le sue molteplici declinazioni, standard di assoluta qualità e bellezza e propone innumerevoli finiture per la produzione di top, banconi, alzatine, schienali, fianchi e piani di tavoli sia nell’ambito del quarzo che della ceramica, per soddisfare tutte le esigenze di personalizzazione del progetto cucina” fanno sapere dall’azienda.

Caranto Ker e Caranto Quartz

I piani Caranto si suddividono in Caranto Ker, in ceramica e Caranto Quartz, in quarzo. Quali sono le differenze fra i due? Caranto Ker è composto da argille ceramiche e colori minerali inalterabili nel tempo che non risentono dell’effetto del calore, della luce o dell’uso di alcun prodotto chimico per la pulizia e la disinfezione. E’ resistente alle alte temperature: contrariamente ad altri materiali simili non brucia con il fuoco né teme il calore. Caranto Quartz viene realizzato con prodotti lapidei di natura silicea, quindi sabbie silicee, quarzite, quarzi macinati aggregati con vetro, feldspato ed alcuni graniti. Sono piani caratterizzati da alta resistenza ai graffi, basso livello di assorbimento dell’acqua e alta resistenza agli agenti chimici. Gli alimenti non lasciano alcuna macchia sul piano. Le superfici lucide in quarzo sono non porose e altamente resistenti a liquidi e sostanze acide. Una validissima scelta in più per chi sceglie Veneta Cucine, che si aggiunge ai tanti vantaggi già previsti. Ad esempio, ogni cucina è personalizzabile in ogni suo dettaglio: oltre i materiali per il piano di lavoro, si possono scegliere anche i materiali per le ante e naturalmente gli elettrodomestici di qualsiasi marca e genere.

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Come scegliere l’asciugatrice ideale

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Il ritmo frenetico della vita che conduciamo, insieme ad un generale calo dei prezzi delle asciugatrici, ha fatto si che questa sia diventata un elemento sempre più apprezzato e utilizzato nelle case degli italiani.

Perché comprare una asciugatrice?

Ci sono molte ragioni che possono incoraggiarci a decidere di acquistare una asciugatrice e unirla agli elettrodomestici che abbiamo già. Il più comune è il clima: nelle zone in cui piove molto spesso, appendere i vestiti sulla terrazza, la facciata o il bucato è una vera seccatura, se non impossibile.

Tipologie di asciugatrice, quante ne esistono?

Attualmente esistono diverse offerte elettrodomestici dedicate alle asciugatrici, come ad esempio quelle a condensazione, a evacuazione e a pompa di calore. Ognuna ha i suoi pro e contro, ed ovviamente bisogna vedere quali sono le proprie necessità per individuare il modello perfetto.

Le asciugatrici ad evacuazione sono le più semplici nel loro funzionamento: riscaldano l’aria attraverso una resistenza elettrica e la proiettano verso i vestiti per mezzo di una turbina di ventilazione, espellendola fuori da un tubo. Il principale vantaggio delle asciugatrici ad evacuazione è il loro prezzo, anche se consumano molta energia e hanno bisogno di molto spazio libero intorno.

Le asciugatrici a condensazione sono più complesse, poiché passano l’aria calda e umida attraverso un’unità di condensazione, nella quale poi l’aria si trasforma in acqua che va a finire in un secchio. Quelle a condensa costano di più, ma sono più efficienti e asciugano meglio. Le asciugatrici a pompa di calore sono più efficienti ma anche le più costose.

Fattori decisivi nella scelta

Oltre alla tipologia, ci sono altri fattori importanti nella scelta dell’asciugatrice. Ad esempio, l’efficienza energetica, di cui abbiamo già parlato a lungo. Il consiglio è per questo quello di optare per un modello che sia almeno classe A. Consumerà molto meno energia e acqua di una classe B, anche se più di una A ++. Se si utilizza l’asciugatrice solo in determinati momenti, e ciò che si sta cercando è il risparmio, è meglio acquistare una asciugatrice a evacuazione. Se si ha intenzione di farne un utilizzo settimanale, ad esempio per asciugare lenzuola e asciugamani, è possibile acquistarne una a condensa. E se si ha intenzione di usarla ogni giorno, e si è interessati a rispettare l’ambiente, l’essiccatore a pompa di calore è la soluzione migliore.

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Caffè, quando la macchina è un oggetto di design

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Caffè, quando la macchina è un oggetto di design

Sono sempre più belle, piccole, colorate, ergonomiche, collezionabili. Così “carine” da aggiudicarsi i più prestigiosi premi internazionali del design contemporaneo. Ecco a voi le macchine da caffè di nuova generazione, dalle linee perfette e dai costi assolutamente democratici. Grazie anche a queste caratteristiche, le ultime macchine da caffè per la casa hanno fatto innamorare gli italiani, tanto che in molti hanno riposto la tradizionale moka in soffitta e adottato un sistema a capsule.

Guarda che look

Ed è proprio ai più giovani (non solo di età, ma anche di gusti) e attenti alla moda che si rivolgono i produttori di queste deliziose macchine da caffè. Più che un elettrodomestico, un must, un pezzo d’arredo, un vero e proprio complemento (ma utile). In questo filone si inserisce anche Lavazza con Tiny, l’ultima macchina caffè Lavazza per l’espresso lanciata dall’azienda torinese. “E’ una macchina importante perchè si inserisce in quel segmento più importante in Italia che sta sotto i 70 euro che oggi rappresentano il 75% del totale delle macchine vendute in Italia. E’ una macchina particolare che si rivolge a un pubblico giovane e attento al design e alle dinamiche legate a settori come quello della moda” ha dichiarato in occasione della presentazione Pietro Mazzà, direttore marketing Lavazza.

Anima pop e tanti colori

Proprio perché le nuove macchine del caffè sono oggetti da esibire, ben vengano i colori e le linee divertenti. Così la “piccola” di casa Lavazza si veste di diversi colori, tutti allegri e positivi, insieme all’immancabile nero. Tiny Lavazza, con la sua estetica ricercata, utilizza le capsule Lavazza a Modo Mio. Sia la macchina, proposta con la vantaggiosa formula Zero Pensieri, sia tutte le scorte che si desiderano di capsule Lavazza a Modo mio sono disponibili anche su CialdaMia, il portale on line del caffè italiano in capsule di qualità. Bianca, rossa o nera Tiny si può avere direttamente attraverso CialdaMia, con 160 o 360 capsule a scelta. Il tutto a un prezzo “ristretto”.

Macchina da premio

Già vicina al mondo dell’arte – è stata coinvolta in un progetto di Maurizio Cattelan durante lo scorso Salone del mobile di Milano – Tiny si è anche aggiudicata il Red Dot Award, uno dei maggiori e più importanti premi del design mondiale. Insomma, il mercato delle capsule di caffè è bello e buono, ma soprattuto da primato. “Il single server è um mercato che continua a crescere importante per Lavazza. In Italia abbiamo una quota del 31% a valore, che è una quota importante è un mercato molto dinamico trainato dalle nuove generazioni che sono il target principale del porzionato e cresce in tutte le categorie. Cresce a doppia cifra da diversi anni, in Italia ha superato il milòione di macchine vendute all’anno e anche le capsule hanno superato il miliardo nella grande distribuzione. Un mercato molto dinamico che essendo trainato dalle nuove generazioni ha motivo di crescere nei prossimi anni” ha dichiarato pochi mesi fa Pietro Mazzà. E il futuro appare sereno e positivo. Sereno e positivo come bere una tazzina di ottimo espresso.

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Privilege Apartments | Soluzioni di alloggio di lusso a Monza

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Gli appartamenti a Monza che Privilege Apartments propone sono perfetti per chi desidera soggiornare in un appartamento esclusivo dal quale è facile raggiungere Milano o qualsiasi altra destinazione data la vicinanza con la rete autostradale. L’atmosfera di cui possono usufruire gli ospiti è estremamente rilassante e confortevole, complice anche lo splendido parco prospicente la struttura ricettiva, il quale vanta oltre 10 mila metri quadri di verde e consente di trovare il giusto relax di cui si avverte la necessità, per staccare un attimo dal caos del traffico cittadino o del lavoro. Gli appartamenti sono eco-friendly, e dunque realizzati secondo i principi di sostenibilità e risparmio energetico. La domotica è inoltre una importante caratteristica aggiuntiva delle soluzioni di alloggio Privilege Apartments perché applica la tecnologia ai dispositivi di casa, rendendo così l’ambiente ancora più piacevole e confortevole da vivere e da scoprire, nonché perfetto sia per le necessità di quanti si spostano per motivi di lavoro che per coloro i quali si concedono una vacanza e necessitano di una base ideale per poter esplorare a dovere la Brianza.

Esistono in proposito due differenti tipologie di appartamenti, entrambe perfettamente in grado di garantire il massimo del comfort ma ciascuna con delle proprie caratteristiche ben definite: gli appartamenti Classic e quelli Executive. Gli appartamenti Classic possono ospitare un massimo di due persone ed hanno una superficie di 30 mq, mentre gli appartamenti Executive sono leggermente più spaziosi (hanno una superficie di 40 mq) e possono ospitare fino a 40 persone. In entrambi i casi gli ospiti potranno approfittare di una bellissima doccia con getti idromassaggio, Wi-Fi gratuito, aria condizionata e riscaldamento, angolo cottura ed un bellissimo balcone che si affaccia sul verde. È possibile richiedere una quotazione personalizzata sfruttando l’apposito form presente sulla pagina dedicata alle prenotazioni.

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Per il 97% delle aziende la reputazione online è la chiave del successo

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Per il 97% delle aziende la reputazione online è la chiave del successo

Attuare strategie per far crescere la reputazione online è diventata di vitale importanza per le aziende.Di fronte alla crescente influenza della rete sulle nostre abitudini e sulle nostre scelte, oltre al proliferare di fake news e l’imperversare di attacchi informatici, dare una prima impressione buona a chi cerca informazioni sulla propria azienda in rete, e quindi mostrare risultati positivi nella prima pagina dei motori di ricerca, è un ottimo modo per rendere la “stretta di mano digitale” efficace e persuasiva. Tanto che per il 97% delle aziende la reputazione online è la chiave del successo.

Il 70% dei consumatori non acquista da aziende che hanno commenti negativi su Google

Secondo l’analisi del Centro Studi ReputationUP, il 97% degli imprenditori afferma infatti che la gestione della reputazione sia la carta vincente per il loro business nel 2020. L’analisi rivela poi che “Il 45% degli adulti che nel 2019 ha googlato un potenziale partner commerciale – si legge nello studio – e ha trovato qualcosa online che li ha spinti a scegliere di non fare affari con quel partner”.

Dallo studio emerge però un dato ancora più significativo. “Il 70% dei consumatori ammette che la decisione di acquistare prodotti o servizi dipende essenzialmente dalle recensioni disponibili on line”, continua l’analisi del Centro Studi ReputationUP. Più in particolare, il 70% dei consumatori non acquista da aziende che hanno 4 o più articoli negativi, su brand, prodotti e servizi nei risultati di ricerca Google.

“La qualità della tua vita è data dalle qualità della tua reputazione”

Numeri che destano preoccupazione, e inducono gli operatori economici non tanto a guardarsi alle spalle, quanto a osservare con un’attenzione sempre maggiore la realtà e il sentiment percepiti dall’audience al di là dello schermo. “La qualità della tua vita è data dalle qualità della tua reputazione”, conferma Andrea Baggio, CEO di ReputationUP. Questo perché, così come nella vita reale, ognuno di noi ha un’immagine anche online, che condiziona la qualità e la modalità delle relazioni di coloro con cui interagiamo o vogliamo interagire.

Le tre fasi della reputazione online

Il Centro Studi di ReputationUP è un gruppo internazionale con sedi in Europa, Nord America e Sud America, specializzato in Online Reputation Management e Diritto all’Oblio. L’intero processo di gestione della reputazione online, definito Online Reputation Management, passa attraverso 3 fasi cruciali, la Reputation Cleaning, la Reputation Monitoring, o Protecting, e la Reputation Improving.

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Attenzione al vishing, la frode che arriva via telefono

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Attenzione al vishing, la frode che arriva via telefono

Telefonate da parte di falsi operatori bancari o di società emittenti di carte di credito che con il pretesto di presunte anomalie nella gestione della carta di credito o del conto corrente inducono la vittima ad attivare fantomatiche procedure di sicurezza. Il fine è ovviamente quello di estorcere denaro. Tanto che nell’ultimo periodo la Polizia Postale e delle Comunicazioni ha reso noto un aumento di denunce da parte di cittadini in relazione ad addebiti non autorizzati sulle proprie carte di credito. Si tratta di un raggiro via telefono noto alla polizia postale con il termine di Vishing.

Un codice di sicurezza inviato alla vittima completa la transazione

Più in particolare, nel corso della telefonata i truffatori richiedono quindi alla vittima di leggere a voce alta il codice di conferma che, proprio in quel momento, appare via messaggio sul display del telefono. Tale codice, tuttavia, altro non è che il codice autorizzativo di una transazione che in quel momento i truffatori stanno tentando di effettuare via web ai danni dell’ignara vittima. I cyber-criminali infatti, entrati precedentemente in possesso dei dati della carta di credito (numero di carta, data di scadenza e Cvv), necessitano di conoscere tale codice di sicurezza per completare una transazione in corso, e sottrarre così il denaro della vittima.

Addebiti di migliaia di euro per l’acquisto su piattaforme online

Chi riceve questo tipo di telefonate crede in buona fede di aver agito correttamente per mettere in sicurezza il proprio conto o la propria carta di pagamento, e si accorge solo successivamente, spesso solo al momento della ricezione dell’estratto-conto, che in realtà sono presenti movimentazioni in uscita non autorizzate. Secondo la Polizia Postale si tratta di operazioni pari anche a diverse migliaia di euro per l’acquisto di beni e servizi mai richiesti su piattaforme online, riporta Adnkronos.

Diffidare di chi richiede telefonicamente dati sensibili

In caso si cada nella trappola del vishing è bene rivolgersi al più presto alla Polizia Postale e delle Comunicazioni, sempre a disposizione dei cittadini per ricevere denunce e per fornire ogni supporto e chiarimento, attraverso i propri uffici e i propri canali virtuali, come il sito web commissariatodips.it.

“Si sottolinea ancora una volta l’importanza di non rivelare mai a nessuno, via telefono come via social o via email, i nostri dati più sensibili, le nostre password dispositive, i Pin o i nostri codici di accesso comunque denominati – sottolinea la Polizia Postale e delle Comunicazioni -. È opportuno diffidare sempre di fronte a soggetti che richiedono tali dati, presentandosi come operatori di istituzioni pubbliche, importanti aziende o istituti bancari. Utile invece procedere a semplici e attente verifiche, contattando l’ente coinvolto che potrà confermare i nostri sospetti”.

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Coronavirus e Ssn, punti di forza e criticità della sanità italiana

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Coronavirus e Ssn, punti di forza e criticità della sanità italiana

L’emergenza coronavirus ha evidenziato criticità e punti di forza del Ssn. E se le prime erano presenti ben prima dello scoppio della pandemia il Covid-19 le ha messe drammaticamente in rilievo. È opportuno, quindi, fare una riflessione sul Ssn, anche se una valutazione generale potrà essere fatta solo fra un po’ di tempo. In merito alla reazione del sistema sanitario all’onda d’urto del Covid-19, secondo Maria Cristina Perrelli Branca, Project Manager di Nomisma ed esperta in economia sanitaria, “la capacità che il Servizio Sanitario ha mostrato nel riorganizzarsi, in tempi relativamente brevi, sul fronte ospedaliero”.

Ma fattori come il numero ottimale di posti letto o il numero di medici per paziente “sono aspetti che verranno riletti alla luce di quanto accaduto – aggiunge Perrelli Branca – avendo presente che ciò che è stato considerato sufficiente in momenti di pace non lo è stato in tempo di guerra”.

In poco più di un mese posti di terapia intensiva incrementati del 79%

“Come riportato dalla Protezione Civile in poco più di un mese i posti di terapia intensiva sono stati incrementati del 79%, mentre quelli nei reparti di malattie infettive e pneumologia sono aumentati di oltre 4 volte – continua Perrelli Branca -. Anche sul fronte delle risorse umane c’è stata una grande mobilitazione. Sono state infatti reclutate oltre 20 mila unità di personale di prima linea, di cui circa 4.400 a tempo indeterminato e 6.800 a tempo determinato. Regioni e aziende sanitarie, inoltre, hanno rivisto interamente la loro organizzazione creando ospedali dedicati al Covid, trasferendo o ampliando alcuni reparti, realizzando percorsi dedicati e acquistando attrezzature”.

Negli ultimi trent’anni politiche sanitarie mirate alla deospedalizzazione

Una delle principali carenze del Ssn riguarda il fatto che in questi anni non è stato raggiunto un pieno equilibrio tra assistenza ospedaliera e assistenza distrettuale. E tale deficit è stato messo prepotentemente in evidenza dall’emergenza Coronavirus.

“Negli ultimi trent’anni, in Italia, sono state portate avanti politiche sanitarie mirate alla ‘deospedalizzazione’ dei casi non acuti, che insieme alle manovre di razionalizzazione della spesa, hanno comportato chiusura dei presidi ospedalieri al di sotto di una certa dimensione, taglio dei posti letto, drastica riduzione delle unità di personale” sottolinea la manager.  Questo ha fatto sì che allo scoppio dell’emergenza “il Paese si trovasse non sufficientemente attrezzato – sostiene Perrelli Branca – sia sul fronte ospedaliero, ormai depotenziato, sia su quello territoriale”.

Fase 2, sorveglianza epidemiologica, domiciliarità, piena integrazione ospedale-territorio

La significativa diversità dei modelli regionali ha avuto ripercussioni sulle scelte strategiche di gestione dell’emergenza. Ma in merito alla Fase 2 comunità scientifica e fronte politico sono concordi sulla necessità di attuare sorveglianza epidemiologica, domiciliarità, piena integrazione ospedale-territorio e impiego di gruppi di professionisti integrati (figure dell’assistenza territoriale e dell’assistenza ospedaliera). Nel dopo emergenza si dovrebbe rivedere l’impostazione di alcuni servizi, e riflettere sull’opportunità di continuare a portare avanti modelli obsoleti rispetto ai cambiamenti epidemiologici e sociali in atto.

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Fact-checking su WhatsApp contro le fake news sul Coronavirus

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Fact-checking su WhatsApp contro le fake news sul Coronavirus

Nell’ambito dell’iniziativa di co-regolamentazione definita da Agcom per contrastare la disinformazione sul Coronavirus Facebook lancia un progetto pilota per il fact-checking su WhatsApp. Il servizio si basa sulla partnership con Facta, il nuovo progetto di Pagella Politica nell’ambito del programma globale di fact-checking, e permetterà agli utenti di WhatsApp di inviare a Facta i messaggi condivisi relativi al Covid-19, in modo che il fact-checker possa verificarne l’accuratezza. Questa soluzione aiuterà anche Facta a creare e pubblicare, sul proprio sito web, un database di fatti e miti sul nuovo coronavirus, a uso del pubblico e dei media come fonte di informazione.

Verificare l’autenticità di messaggi di testo o vocali, video o immagini

Per utilizzare il servizio gratuito di verifica di un’informazione su WhatsApp, il primo passo è quello di salvare il numero di Facta nei contatti del proprio telefono cellulare (+39 345 6022504). Si potranno così inviare a questo numero i messaggi di testo o vocali, video o immagini dei quali si desidera verificare l’autenticità. Facta manderà una notifica all’utente che ha inviato la richiesta, e se si tratta di una nuova notizia falsa, la esaminerà e pubblicherà l’analisi sul suo sito web www.facta.news.

Un’iniziativa di Facebook nell’ambito della Task Force sulle Piattaforme Online e i Big Data

Il fact-checker aggiornerà costantemente il suo stato di WhatsApp con le ultime notizie verificate sul Covid-19, consultabili dagli utenti. Gli utenti che lo richiederanno potranno anche ricevere, sempre via WhatsApp, un resoconto giornaliero di tutte le notizie verificate da Facta. L’iniziativa è stata proposta da Facebook nell’ambito della Task Force sulle Piattaforme Online e i Big Data lanciata da Agcom in risposta alla crisi Covid, a seguito di quanto previsto dal decreto Cura Italia (decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18), di cui Facebook fa parte. L’obiettivo della Task Force è quello di prevenire e contrastare la disinformazione online in ambito medico, sanitario e Covid, riporta Askanews.

Contribuire a ridurre la diffusione della disinformazione

“La priorità di Facebook è assicurarsi che tutti possano accedere a informazioni attendibili e accurate e fermare le bufale e la disinformazione – ha dichiarato Luca Colombo, Country Director di Facebook in Italia -. Siamo molto felici di collaborare con Agcom e Pagella Politica per combattere la diffusione della disinformazione in Italia, soprattutto in questo periodo così delicato e critico. Chiunque utilizzerà questo servizio, condividendo su WhatsApp con il fact-checker i messaggi potenzialmente falsi, contribuirà a ridurre la diffusione della disinformazione in Italia”.

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Lotteria scontrini, le regole e le date di estrazione

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Lotteria scontrini, le regole e le date di estrazione

Dall’1 luglio 2020 si potrà partecipare alla lotteria degli scontrini effettuando un acquisto di importo pari o superiore a 1 euro. Prima estrazione, il 7 agosto

Per ottenere il codice lotteria, necessario per partecipare, basta inserire il proprio codice fiscale nell’area pubblica del portale lotteria disponibile a partire dalle ore 12 del 9 marzo 2020. Una volta generato, il codice potrà essere stampato su carta o salvato su dispositivo mobile e mostrato all’esercente in fase di acquisto. Lo comunica l’Agenzia delle Entrate, che ha definito le istruzioni per partecipare al concorso a premi collegato al nuovo scontrino elettronico.

Più alto l’importo speso, maggiore il numero di biglietti

Potranno partecipare alla lotteria le persone fisiche, maggiorenni e residenti anagraficamente in Italia, che acquistano beni o servizi fuori dall’esercizio di attività d’impresa, arte o professione, presso esercenti che trasmettono telematicamente i corrispettivi. In fase di prima applicazione non partecipano alla lotteria gli acquisti documentati con fatture elettroniche e quelli per i quali i dati dei corrispettivi sono trasmessi al sistema Tessera Sanitaria. Ogni scontrino valido per la partecipazione alla lotteria genererà un numero di biglietti virtuali pari a un biglietto per ogni euro di corrispettivo (con arrotondamento all’unità di euro superiore se la cifra decimale è superiore a 49 centesimi). In sostanza, più alto sarà l’importo speso maggiore sarà il numero di biglietti associati all’acquisto, fino a un massimo di 1.000 biglietti virtuali.

Tre estrazioni mensili e una annuale da 1 milione di euro

Per il 2020 le estrazioni saranno mensili, con un’ulteriore estrazione annuale. In fase di avvio saranno previste estrazioni mensili con 3 premi al mese, pari a 30 mila euro ciascuno, e una estrazione annuale con un premio di 1 milione di euro, riporta Adnkronos. Dopo quella del 7 agosto le successive estrazioni mensili avverranno ogni secondo giovedì del mese. A partire dal 2021, inoltre, verranno attivate anche estrazioni settimanali con 7 premi del valore di 5 mila euro ciascuno. I premi della lotteria non saranno assoggettati ad alcuna tassazione.

Premi più alti per i pagamenti elettronici

Con un Provvedimento di prossima emanazione verranno definite le regole dell’estrazione aggiuntiva “zero contanti” riservata a chi esegue gli acquisti con pagamenti elettronici. I premi saranno ancora più alti e a essere premiato sarà anche l’esercente. Per l’estrazione annuale il premio sarà di 5 milioni di euro per il cittadino e di 1 milione di euro per l’esercente, per quelle mensili ci saranno ogni mese 10 premi da 100 mila euro per i cittadini e 10 premi da 20 mila euro per gli esercenti, e per le estrazioni settimanali (dal 2021) sono previsti 15 premi da 25 mila euro per i cittadini e 15 premi da 5 mila euro per gli esercenti. Partecipando al concorso “si contribuirà in maniera attiva alla riduzione del gap tra l’Iva potenziale e quella incassata dallo Stato – scrive l’Agenzia – e al miglioramento dei servizi offerti alla collettività”. Tutte le regole sono contenute in un Provvedimento dei Direttori dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

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La Carta d’identità elettronica 3.0 fa accedere a tutti i servizi Inps

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La Carta d’identità elettronica 3.0 fa accedere a tutti i servizi Inps

Con il messaggio del 22 gennaio 2020 l’Inps ha comunicato che oltre alle credenziali Pin, Cns e Spid  sarà possibile accedere a tutti i servizi online tramite la nuova Carta di Identità Elettronica 3.0, il documento personale che attesta l’identità del cittadino attraverso un microchip che memorizza i dati del titolare. Si tratta di un “importante sviluppo di nuove utilità per tutti i cittadini italiani in possesso dell’innovativo documento d’identità – dichiara in un comunicato Luciana Lamorgese, Ministro dell’Interno – che potranno così usufruire delle prestazioni disponibili in rete con il massimo livello di sicurezza”. Si può accedere al servizio con uno smartphone Android, scaricando l’app Cie ID, oppure da pc.

Tanti i servizi online accessibili a chi è già in possesso della Cie 3.0

Grazie alla collaborazione tra l’Inps e il Poligrafico e Zecca dello Stato è possibile accedere ai servizi per i lavoratori, utilizzare il Portale dei Pagamenti, verificare la propria posizione contributiva o previdenziale, e consultare il cedolino della pensione. Sono questi alcuni dei servizi online dell’Inps che ora sono accessibili ai milioni di cittadini italiani già in possesso della Carta d’Identità Elettronica 3.0, il documento rilasciato dal Ministero dell’Interno e prodotto dal Poligrafico, riporta Askanews.

Un’avanguardia europea per interconnessione e tutela dei dati personali

Secondo Paolo Aielli, Amministratore Delegato del Poligrafico e Zecca dello Stato, “Con la Carta d’Identità Elettronica il Poligrafico e Zecca dello Stato rappresenta l’avanguardia europea”, poiché garantisce interconnessione e massima tutela dei dati personali. Le tecnologie in uso consentono infatti “la realizzazione di un documento tanto innovativo quanto sicuro”, sottolinea ancora Aielli. Inoltre, con la Carta d’Identità Elettronica si ampliano “le modalità attraverso cui il cittadino può accedere, tramite l’apposita area MyInps, ai servizi online dell’Istituto – aggiunge Pasquale Tridico, Presidente dell’Inps. Che ricorda come l’Inps sia stata “la prima amministrazione a consentire l’accesso con Spid, ed è tra le prime a consentire l’accesso con la Cie”.

Accesso tramite pc desktop o smartphone android

Ma come si accede ai servizi Inps con la Carta d’Identità Elettronica? Come spiega l’Inps sul suo portale, l’accesso ai servizi è consentito attraverso l’identity provider del Ministero dell’Interno, cliccando sul link “Cie” nella maschera di accesso ai servizi online. La Carta d’Identità Elettronica si può usare da pc desktop dotato di lettore Nfc, installando il software Cie scaricabile dal sito www.cartaidentita.interno.gov.it. Oppure, si può accedere tramite smartphone Android dotato di interfaccia Nfc, installando l’app Cie ID dallo store Android.

Informazioni utili

Gli italiani dicono stop a plastica, viaggi in aereo e condizionatori

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Gli italiani dicono stop a plastica, viaggi in aereo e condizionatori

Limitare l’uso della plastica nell’alimentazione e privilegiare comportamenti sostenibili sono al centro dei buoni propositi per il 2020 degli italiani. Il 94% dei nostri connazionali infatti dice di voler smettere di utilizzare le bottiglie di plastica, e il 66% lo ha già fatto. Una scelta che ci pone al primo posto in Europa insieme a Spagna, Portogallo e Malta. Alta anche la percentuale (93%) degli italiani che ha l’intenzione di acquistare più prodotti alimentari locali, con il 48% che già lo fa. E il 77% afferma di programmare meno spostamenti in aereo per contrastare i cambiamenti climatici. Un’intenzione che il 30% già mette in pratica. Sono i risultati della II edizione dell’Indagine della Bei (Banca europea per gli investimenti), sul clima, condotta con Bva, società di consulenza specializzata in ricerche di mercato.

Prodotti alimentari, rifiuti, trasporti

La sostenibilità in materia alimentare è al centro dell’impegno dei cittadini italiani. Il 93% cerca attivamente di comprare più prodotti locali e stagionali e il 48% lo fa sistematicamente. Gli italiani si dicono anche pronti a modificare la loro alimentazione, con il 73% che ha ridotto il consumo di carne rossa. Inoltre, il 97% degli italiani non usa più prodotti in plastica, o ne ha ridotto il consumo. In particolare, il 94% ha l’intenzione di smettere di comprare le bottiglie di plastica, e il 96% di comprare meno prodotti imballati con la plastica. Quando si tratta di optare per mezzi di trasporto più ecocompatibili poi il 69% degli italiani dice di scegliere di camminare oppure di prendere la bicicletta per gli spostamenti giornalieri. Solo il 54% usa i trasporti pubblici, riporta Adnkronos.

Vacanze, abitazione, marchi e società

Sempre secondo l’indagine, il 77% degli italiani si trova d’accordo con l’idea di fare meno viaggi in aereo per combattere i cambiamenti climatici, percentuale superiore di due punti rispetto alla media europea (75%). Per il 30% degli italiani si tratta già di una pratica consueta. Analogamente, l’86% opterebbe per il treno per percorrenze pari o inferiori a cinque ore. Il 38% degli italiani, inoltre, ha ridotto l’uso dei condizionatori, e chi è disposto a non accenderli più nell’anno nuovo raggiunge il 75%. Inoltre, il 60% della popolazione intende passare a un fornitore di energia verde, mentre il 22% sostiene di averlo già fatto.

Il 79% dei giovani scende in piazza per il clima

Il 79% dei giovani italiani tra i 15 e i 29 anni ha partecipato, o parteciperà, a manifestazioni a favore del clima, cifra che scende al 69% per la fascia di età compresa tra i 30 e i 64 anni. E il 54% degli italiani intende investire in fondi verdi, e l’11% dice di averlo già fatto.

Anche i cittadini di altre parti del mondo si dimostrano disposti ad agire fattivamente contro i cambiamenti climatici. Sul tema della riduzione del consumo della plastica, ad esempio, il consenso è chiaro. L’81% degli americani, il 93% degli europei e il 98% dei cinesi dicono di aver l’intenzione di comprare meno prodotti di plastica.

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Editoria italiana, all’estero cresce dell’8,7%

Posted by Massimo Miceli on
Editoria italiana, all’estero cresce dell’8,7%

L’editoria italiana guarda sempre più ai lettori stranieri. Dal 2001 a oggi la vendita dei diritti è aumentata di circa cinque volte, e gli acquisti sono quasi raddoppiati. Nel 2019 poi sono stati ceduti 8.569 diritti, con un +8,7% rispetto al 2018. E crescono, anche se a ritmo meno sostenuto, i diritti acquistati, arrivati a 9.648, +3,1% rispetto al 2018. Dai dati 2019 dell’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sull’import-export dei diritti, emerge inoltre che il percorso di internazionalizzazione hanno un’importanza sempre più rilevante le coedizioni realizzate dagli editori italiani con gli stranieri: nel 2019 sono state 2.987, +42,6% rispetto al 2018.

Il 49,5% degli acquisti di diritti è coperta dai piccoli e medi editori

Stabile, rispetto al 2018, la ripartizione per generi più venuti. Bambini e ragazzi e narrativa italiana, insieme, coprono il 64,3% di tutti i diritti venduti ma, mentre la percentuale dei primi è in lieve calo, dal 39% al 38%, la narrativa italiana cresce, dal 25,4% al 26,3%. A seguire la saggistica al 20,6%, gli illustrati al 10,5% e la manualistica al 4,6%. I dati fanno vedere che le piccole case editrici continuano ad acquistare più diritti di quanti ne vendano. Ma se gli acquisti crescono del 2,9%, l’export cresce a tassi molto più sostenuti, +16,5%. Quasi la metà degli acquisti di diritti, il 49,5%, è coperta dai piccoli e medi editori mentre i diritti venduti rappresentano il 23,8% del totale, riporta Ansa.

Crescono le vendite in Asia

L’Europa rappresenta sempre il principale mercato di vendita delle opere, con il 64,2% del totale, ma continuano a farsi spazio anche altre aree geografiche. In particolare l’Asia, con il 14,3% (+26,3% rispetto al 2018). In calo le vendite in Nord America (-36,7%), Sud America (-8,3%) e Medio Oriente (-14,6%).

Il Paese europeo dove si è venduto di più nel 2018 è la Spagna con il 20,3% del totale. Crescono fortemente anche le vendite di diritti nei Paesi dell’Europa centrale e balcanica (16,2%), Polonia (13,1%) e Ungheria (4,7%). Dopo la partecipazione dell’Italia come Paese ospite d’onore alla XX edizione della Non/Fiction International Book Fair di Mosca, un dato significativo è rappresentato dalla Russia, con il 7% di diritti venduti, +169,2% rispetto al 2018, quando i diritti coprivano il 3% del totale.

“L’internazionalizzazione è un processo che investe in pieno tutta l’editoria”

“Questa indagine conferma che l’internazionalizzazione è un processo che investe in pieno tutta l’editoria, grandi gruppi come medi e piccoli editori. Alle fiere internazionali cresce sempre di più la presenza dei piccoli editori che vivacizzano il mercato e, con uno sforzo economico importante, portano all’estero la complessità dell’offerta culturale italiana – commenta il vicepresidente di AIE e presidente del Gruppo dei Piccoli editori Diego Guida -. In questo senso va anche la scelta di dedicare questa edizione di Più libri più liberi al tema dei Confini dell’Europa, con un forte taglio internazionale”.

Informazioni utili

Con la Blockchain le Pmi difendono il Made in Italy: progetto pilota nel tessile

Posted by Massimo Miceli on
Con la Blockchain le Pmi difendono il Made in Italy: progetto pilota nel tessile

Un progetto per la difesa del Made in Italy sui mercati internazionali, che contribuisce alla lotta alla contraffazione e al contempo garantisce il supporto alla competitività delle nostre imprese manifatturiere. Sfruttando il potenziale abilitante del digitale, il progetto pilota dal titolo La Blockchain per la tracciabilità del Made in Italy, utilizza infatti la tecnologia della Blockchain al fine di promuovere l’eccellenza dei nostri prodotti sui mercati. Il progetto, presentato al dicastero, vede in prima fila il Ministero dello Sviluppo Economico, con il supporto di Ibm e la collaborazione di associazioni e aziende della filiera del tessile italiano.

Un primo modello sperimentale con una visione a lungo termine

Si tratta di un primo modello sperimentale, che risponde a precisi bisogni e che può crescere con un approccio progressivo e una visione a lungo termine, oltre a risultare di facile replicabilità anche in altri contesti industriali.

“La piccola e media impresa ha oggi il forte bisogno di un sostegno sistemico per poter migliorare la trasparenza e la tutela dei propri marchi”, ha commentato il ministro per lo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli -. La tecnologia Blockchain offre enormi potenzialità – ha sottolineato il ministro – in particolare per la filiera del tessile e della moda, senza gravare sui costi sostenuti dalle imprese”.

“Competere nei mercati globali assicurando la massima trasparenza e tracciabilità”

“Oggi presentiamo i risultati di una prima sperimentazione del Mise che utilizza la Blockchain e le tecnologie basate sui registri distribuiti – continua il ministro Patuanelli -. Stiamo lavorando a livello europeo nell’ambito della European Blockchain Partnership al fine di esportare il modello italiano di protezione delle filiere produttive attraverso le tecnologie emergenti. Pensiamo che in questo ambito il nostro Paese possa giocare un ruolo di leader a livello comunitario”. Dal canto suo, riporta a Ansa, il presidente e amministratore delegato di Ibm Italia, Enrico Cereda, ha spiegato che “l’apertura alla competizione dei mercati globali pone il brand Made in Italy nella condizione di dover assicurare la massima trasparenza e tracciabilità.

Garantire e differenziare i prodotti in termini di qualità e sostenibilità

“L’uso della Blockchain – ha sottolineato Cereda – è l’innovazione che può consentire alle nostre imprese di garantire i propri prodotti, differenziandoli in termini di qualità e sostenibilità”. Questo, inoltre, “permetterà ai consumatori di scegliere con la massima consapevolezza”, ha aggiunto l’AD Ibm.

Con Ibm la fase di sperimentazione ha prodotto “un primo prototipo basato su piattaforma Blockchain, messa a disposizione delle aziende partecipanti via Cloud – si legge all’interno del comunicato stampa ufficiale del Mise -. Come caso di riferimento è stato scelto quello di un’azienda che emette al suo fornitore un ordine per un lotto di lino, verifica che la fibra sia certificata come biologica e ne realizza delle camicie per un particolare brand”.

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Intelligenza artificiale e Blockchain, una ricerca italiana ne svela gli impatti sui modelli di business

Posted by Massimo Miceli on
Intelligenza artificiale e Blockchain, una ricerca italiana ne svela gli impatti sui modelli di business

Una recente ricerca scientifica, alla base dello Strategy Innovation Forum (SIF) presso il Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia,  mette in luce quelli che sono i principali impatti di Intelligenza artificiale e Blockchain sui modelli di business. In base allo studio, il 23% delle fonti sostiene che l’Intelligenza artificiale avrà un impatto notevole a livello di risorse, ad esempio riducendo l’errore umano, gli infortuni sul lavoro e aumentando la produttività: molti compiti fisici verranno sostituiti dai robot e dalle macchine intelligenti, creando i cosiddetti lavori “aumentati”. Anche la Blockchain impatterà le risorse in maniera importante (13% delle fonti analizzate), permettendo di tracciare la proprietà degli asset in tempo reale, aumentando la trasparenza delle transizioni e l’affidabilità delle informazioni scambiate tra due o più parti.

L’impatto dell’Ia avrà un forte riverbero anche sui processi interni, e si tradurrà prevalentemente nell’ottimizzazione dei sistemi produttivi, ad esempio, aumentando l’efficienza nell’assegnazione dei compiti ai macchinari grazie alla previsione dei parametri di produzione. L’impatto della Blockchain sui processi interni è riconosciuto dal 21% delle fonti analizzate; il principale vantaggio risiede nell’automazione dei processi di scambio dei dati, riducendo i costi di transazione e aumentando la sicurezza nel trattamento di dati sensibili e della privacy.

I settori maggiormente coinvolti dall’Ia…

La ricerca, tutta italiana, mette in luce anche quali siano i settori industriali maggiormente coinvolti dalla trasformazione tecnologica di Ia e Blockchain. In primis, nel settore manifatturiero (secondo il 16% delle fonti analizzate) l’Intelligenza artificiale originerà nuovi sistemi di manifattura intelligente con nuove capacità cognitive e di apprendimento. Il secondo settore che subirà forti variazioni grazie all’Ia (15% delle fonti analizzate) è quello del retail, il quale rivoluzionerà l’engagement con il cliente, offrendogli prodotti e servizi più personalizzati. Infine, il settore sanitario (presente nel 13% delle fonti analizzate) si conforma come il migliore laboratorio sperimentale per l’implementazione dell’Intelligenza artificiale. Ad esempio, si tradurrà in sistemi per il monitoraggio dello stato di salute dei pazienti negli ospedali e nelle case private grazie a dispositivi intelligenti in grado di raccogliere dati biometrici dei pazienti stessi.

… e quelli dalla Blockchain

I settori industriali che verranno influenzati maggiormente dalla Blockchain saranno il settore finanziario e il settore sanitario. Nel settore finanziario (rilevante nel 28% delle fonti analizzate) la rivoluzione è direttamente collegata alla natura della tecnologia, che originariamente è connessa alla creazione delle criptovalute. Nelle funzioni finanziarie, le soluzioni di Blockchain riducono i costi e aumentano la fiducia dei servizi, incrementando la sicurezza IT e riducendo il rischio di frode e di riciclaggio del denaro. Nel settore sanitario (15% delle fonti analizzate), l’introduzione della Blockchain permette di facilitare l’efficienza amministrativa dei registi sanitari e di aumentare l’accesso dei ricercatori ai dati storici dei pazienti mantenendone la privacy.