Category Archives

25 Articles

Informazioni utili

Come tutelarsi dai cattivi affari del Black Friday

Posted by Massimo Miceli on
Come tutelarsi dai cattivi affari del Black Friday

Il Black Friday, l’ultimo venerdì di novembre, è il giorno in cui i prezzi dei prodotti al dettaglio subiscono una diminuzione. Ma poiché limitare gli sconti a un solo giorno, peraltro lavorativo, taglierebbe fuori dalla ‘festa del consumismo’ tante persone, il Black Friday si è allungato a un’intera settimana. Ma perché mai proprio questa data? Come spiega laleggepertutti.it, si tratta di una tradizione statunitense, figlia del consumismo occidentale. E siccome c’è sempre un’occasione per spendere, dopo il Black Friday le catene dell’elettronica hanno inventato il Cyrber Monday, il lunedì successivo al ‘venerdì nero’.

Non sempre i prezzi sono davvero scontati

Di cosa si tratta lo sanno tutti: saldi mondiali, dove la maggior parte degli acquisti avverrà online. E ciò a dimostrazione di come le leggi sui saldi non servano più a nulla. Purtroppo infatti non sempre i prezzi sono quelli scontati, ma il consumatore non ha modo di fare il confronto perché non conosce il vero prezzo di partenza.  Non ci vuole nulla a dire che su un certo prodotto viene praticato uno sconto del 30% e da 100 euro si arriva a 70 euro. Per gli acquisti online però c’è una soluzione. Si può accedere alle versioni precedenti dei siti internet usando la funzione copia cache presente sui motori di ricerca. E se lo sconto è falso si può fare una segnalazione all’Antitrust.

Saldi tutto l’anno?

Non farsi abbindolare dalle offerte irripetibili con il conto alla rovescia, come se non ci fosse più possibilità di approfittarne. Ad esempio, Poltronesofà è stata multata dall’Antitrust perché proponeva promozioni per un periodo limitato che duravano però tutto l’anno e anche l’anno dopo, e quello dopo ancora. Insomma, sconti eterni. Pertanto se non si vuole comprare durante il Black Friday basta ricordare che dopo poco ci sarà il Cyber Monday, dopodomani ci saranno i saldi, il giorno dopo ancora la specifica promozione di quello quell’altro negozio, per uno sconto continuo. Gli sconti non sono più occasione ma quotidianità, basta cercare.

Diritto di recesso e garanzia

Anche comprare con gli sconti dà il diritto di recesso. Diritto esercitabile entro 14 giorni dall’acquisto. È quindi possibile cambiare il prodotto che piace e riavere i soldi, non un semplice buono acquisto. A maggior ragione per la garanzia: un prodotto scontato non significa che debba essere mal funzionante, si ha diritto a un prodotto che valga quanto uno a prezzo pieno. Queste norme a tutela del consumatore però valgono solo in Europa. Il diritto di recesso non spetta se si compra su un potale che ha sede, ad esempio, in Cina. E ricordare che far valere i propri diritti in ambito Ue è semplice, ma può diventare impossibile al di fuori del nostro Continente.

Informazioni utili

Imprese lombarde delle costruzioni: +5% nel secondo trimestre 2021

Posted by Massimo Miceli on
Imprese lombarde delle costruzioni: +5% nel secondo trimestre 2021

Secondo l’indagine trimestrale di Unioncamere Lombardia su base annua il balzo del volume d’affari del settore delle costruzioni in Lombardia è del +37,4%. Un risultato frutto della ripresa a pieno regime dopo la riduzione delle attività che aveva caratterizzato l’analogo periodo del 2020 in piena emergenza sanitaria. Anche nel secondo trimestre 2021 le imprese lombarde delle costruzioni e dell’edilizia registrano una forte crescita del volume d’affari. Un trend positivo confermato dalla variazione rispetto al trimestre precedente: l’incremento sul primo trimestre dell’anno sfiora infatti il 5%, registrando il quarto valore positivo consecutivo. Si conferma quindi la velocità di marcia sostenuta già registrata nei primi tre mesi dell’anno, e con questi risultati l’indice di Unioncamere Lombardia del volume d’affari torna a superare quota 100, ponendosi sia al di sopra sia dei livelli pre-crisi sia della situazione relativa agli anni precedenti. Era dal 2010 che non si raggiungevano valori simili.

Le aspettative di crescita sono positive

Anche gli imprenditori sembrano scommettere sul proseguimento della tendenza positiva, mostrando un ulteriore miglioramento del clima di fiducia. Il saldo tra aspettative di crescita e di diminuzione per il prossimo trimestre risulta ampiamente positivo (+27), e rappresenta il valore massimo della serie storica.
“Le costruzioni rivestono un ruolo fondamentale nell’economia lombarda e il loro rilancio può fare da importante volàno anche per molti altri settori – dichiara il Presidente di Unioncamere Lombardia, Gian Domenico Auricchio -. I fattori che hanno permesso questa ripresa dell’edilizia sono numerosi: dalla maggiore importanza attribuita agli spazi domestici dopo la pandemia, alle condizioni favorevoli di accesso al credito, agli incentivi fiscali e alla ripartenza degli investimenti pubblici”.

Emerge la volontà a tornare a investire

L’indagine di Unioncamere Lombardia ha approfondito anche il tema della situazione finanziaria delle imprese di costruzioni e del mercato del credito, registrando una diminuzione del grado di indebitamento e un miglioramento dei giudizi relativi alle condizioni di accesso al finanziamento bancario. Tra i motivi per ricorrere al credito spiccano le necessità di liquidità e cassa, anche in via precauzionale (79%), mentre emerge anche la rinnovata volontà delle imprese di tornare a investire: la percentuale che indica questa motivazione sale al 42%, superando così i valori del 2019.

La situazione finanziaria è meno influenzata da fattori negativi

Inoltre, vengono rilevati con meno frequenza i fattori negativi che un anno fa, a seguito dell’emergenza, penalizzavano la situazione finanziaria delle imprese, come ritardi di pagamento, difficoltà a sostenere le spese correnti e nel rimborso dei finanziamenti. Le questioni legate all’approvvigionamento e al rincaro dei materiali sembrano però rappresentare in questo momento un fattore cruciale che rischia di compromettere la crescita del settore, rallentando l’attività ed erodendo i margini delle imprese. Lo dimostra il dato sui costi di magazzino che registra una crescita di ben venti punti, dal 9% al 29%.

Informazioni utili

Stanziati 4 milioni di contributi per le nuove imprese lombarde

Posted by Massimo Miceli on
Stanziati 4 milioni di contributi per le nuove imprese lombarde

La Regione Lombardia e le Camere di Commercio lombarde si uniscono per la ripresa dell’economia lombarda. Per favorire la ripresa e il rilancio dell’economia della regione, duramente colpita dalla pandemia da Covid-19, la Regione Lombardia e il Sistema Camerale lombardo hanno infatti promosso il bando dal titolo ‘Nuova impresa’, che sostiene l’avvio di nuove imprese lombarde e l’autoimprenditorialità, e favorisce il ricollocamento dei soggetti fuoriusciti dal mercato del lavoro.
Il bando mette complessivamente a disposizione 4 milioni di euro a fondo perduto, in particolare, il contributo è del 50% sulle spese ammissibili, fino a un massimo erogabile di 10.000 euro.

Quali spese rientrano nel contributo?

Il contributo a fondo perduto di 4 milioni di euro è a parziale copertura delle spese per la costituzione e l’avvio di nuove imprese, l’acquisto di beni strumentali, di software e hardware, oltre alla copertura dei canoni di locazione, e la copertura delle spese generali e di comunicazione. Le tipologie di nuove aziende ammissibili rientrano nel settore commercio, nel terziario, manifatturiero e gli artigiani dei medesimi settori. Inoltre, possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese lombarde costituite a partire dal 27 luglio scorso.

“La Lombardia è la casa delle partite Iva”

“Con questa iniziativa le Camere di Commercio lombarde e Regione Lombardia proseguono lo sforzo comune per incentivare e sostenere lo spirito imprenditoriale lombardo – ha dichiarato il Presidente di Unioncamere Lombardia, Gian Domenico Auricchio -. È tempo di lasciarci alle spalle la crisi e ricominciare a investire sul proprio futuro e di fare nuova impresa”, ha sottolineato Auricchio.
“Regione Lombardia – ha spiegato l’assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi – si è sempre schierata al fianco delle imprese, e oggi con questa ulteriore misura vogliamo ribadire con forza e convinzione che la Lombardia è la casa delle partite Iva, luogo in cui chiunque abbia un’idea può realizzarla, anche con il supporto e l’aiuto di Regione Lombardia”.

Le domande vanno presentate in modalità telematica fino al 20 dicembre 2021

Le domande per l’ammissione al bando possono essere presentate esclusivamente in modalità telematica a partire dal 1° dicembre 2021 fino al 20 dicembre 2021. Il testo completo del bando con l’elenco completo dei codici ATECO primari ammissibili per i settori manifatturiero, commercio (inclusi i pubblici esercizi), terziario, albo delle imprese agromeccaniche di Regione Lombardia e delle imprese artigiane previste dal Bando sono pubblicati sul sito www.unioncamerelombardia.it.

Informazioni utili

Streaming o Tv tradizionale? l’Italia non è ancora pronta al sorpasso

Posted by Massimo Miceli on
Streaming o Tv tradizionale? l’Italia non è ancora pronta al sorpasso

Il vero e proprio boom si è verificato d’utente i lockdown imposti dalla pandemia, quando la vita si svolgeva necessariamente in casa e tutti avevano la necessità di svagarsi il più possibile. Fatto sta che c’è stata una netta accelerazione nei confronti dell’utilizzo di streaming e Smart Tv rispetto la Tv lineai, ovvero la televisione tradizionale. Anche “il guarda quello che vuoi quando vuoi” è per forza il futuro della televisione, ci sono delle differenze fra paese e paese. Negli Stati uniti, ad esempio, la Streaming Tv ha addirittura doppiato quella classica. E in Italia? Il nostro paese sembra andare a due velocità: la visione tradizionale dei programmi è ancora un’abitudine consolidata, però i nostri connazionali hanno accettato anche la nuova rivoluzione dello streaming. Tanto che cresce anche il gaming,  Ncon la Smart TV come strumento del gioco.

Lo scenario della fruizione televisiva nel nostro Paese

Le smart TV dilagano, ma l’Italia rimane ancorata ad una visione tradizionale della tv. E’ il quadro che emerge dai dati raccolti e diffusi da Samsung Ads Europe, la divisione Samsung Electronics dedicata a media e pubblicità, in relazione al periodo della pandemia di covid, tra gennaio 2020 e luglio 2021. L’analisi – che si sofferma sul comportamento degli utenti di smart TV Samsung – ha un respiro internazionale: dagli Usa al Canada, dal Regno Unito alla Germania, dalla Francia alla Spagna fino, appunto, al nostro paese. In generale, la pandemia ha contribuito a far decollare la visione di contenuti in streaming che hanno messo la freccia rispetto alla ‘linear tv’, la visione tradizionale di un programma su un canale. In America, in particolare, il tempo dedicato dagli spettatori alla visione in streaming ha doppiato il modello linear. Nel nostro Paese, la visione tradizionale dei programmi è ancora una prassi, visto che la linear tv pesa in media per 1h52’ al giorno nell’uso dell’apparecchio. Lo streaming, invece, copre 1h32’ in media: l’incremento è del 43% tra giugno 2021 e gennaio 2020, ma la crescita non consente all’Italia di raggiungere la media europea, superiore del 22%.

Un’indicazione preziosa anche per i media planning

“Nel pieno della pandemia, osservando i consumatori modificare i propri comportamenti, l’intero ecosistema Ctv si ponevano una sola domanda: cosa succederà quando tutto – o quasi – tornerà come prima?” ha detto Alex Hole, vicepresidente di Samsung Ads Europe. Per poi aggiungere: “Oggi i dati provano non solo che lo streaming è diventato un’abitudine ben radicata tra le Smart TV Samsung in Italia, ma anche che il tipo di servizio scelto è cambiato. Gli Avod stanno conquistando sempre più telespettatori perché forniscono contenuti di grande qualità senza l’obbligo di abbonarsi a pagamento. Ecco perché i media planner che vogliono raggiungere la persona giusta al momento giusto non possono – e non devono – sottovalutare le potenzialità di questo nuovo media, analizzando e studiando molto attentamente le sue mutevoli dinamiche”.

Informazioni utili

Black Friday in arrivo, ecco come accaparrarsi le offerte migliori

Posted by Massimo Miceli on
Black Friday in arrivo, ecco come accaparrarsi le offerte migliori

Il Black Friday, tradizione americana che prevede un giorno di fortissimi sconti, è ormai diventato un appuntamento fisso anche in Italia. Per molti si tratta dell’occasione perfetta per portarsi avanti con i regali di Natale, per assicurarsi le novità tecnologiche al miglior prezzo e, perché no, per concedersi qualche sfizio a condizioni vantaggiose. Anche nel nostro Paese sono sempre di più i negozi, sia fisici sia virtuali, che partecipano all’iniziativa proponendo sconti e prodotti ad hoc, con grandissimi vantaggi per chi riesce a comprare alle migliori condizioni. Mentre un po’ tutti iniziamo a pensare a cosa potremmo aver bisogno di comprare, si scaldano i motori per l’edizione 2021, che quest’anno cade il 21 novembre con l’immancabile pioggia di offerte.

Le regole dell’affare perfetto

Per riuscire  spuntare le migliori condizioni, però, conviene prepararsi per tempo con alcuni trucchetti, svelati da MediaWorld, la catena specializzata in elettronica e tecnologia. Ad esempio, e questo è il primo consiglio, conviene iscriversi alle newsletter dei negozi e negli e-commerce che ci interessano per essere sempre informati in tempo reale sull’uscita delle offerte dedicate al Black Friday. Gli utenti registrati, infatti, ricevono nella propria casella mail tutte le ultime novità. Sono in sostanza i primi ad essere informati sugli sconti e le occasioni del Black Friday.  In questo modo, non c’è bisogno di visitare periodicamente gli store on line per sapere cosa è in promozione o cosa non lo è ancora. Il secondo consiglio è quello di “mappare” i punti vendita fisici con un certo anticipo così da identificare i prodotti di proprio interesse, segnarsi il loro prezzo e riuscire a trovarli subito nell’immediato futuro.

Vietato perdere tempo

Per non farsi sfuggire le migliori occasioni e al contempo non farsi travolgere dal loop dello shopping compulsivo (con il pericolo di acquistare oggetti che non servono davvero) è utile stilare una lista dei prodotti che effettivamente si desiderano acquistare ad un prezzo scontato. Infine, la differenza la fa la velocità. Sono infatti i marchi più famosi come Apple, Dyson, Philips, Samsung e gli altri primari brand hi-tech quelli più “gettonati” quando partono le promozioni speciali. Quindi, vietato perdere tempo, altrimenti si rischia di vedersi soffiare sotto il naso i prodotti preferiti che potrebbero esaurirsi prima. E che quindi diventano introvabili ai prezzi più vantaggiosi. 

Informazioni utili

Nel primo semestre 2021 l’export del vino supera 3 miliardi di euro

Posted by Massimo Miceli on
Nel primo semestre 2021 l’export del vino supera 3 miliardi di euro

Nel primi sei mesi del 2021 l’export italiano di vino supera per la prima volta i 3 miliardi di euro la arriva a 3,3 miliardi di euro. Un valore che proietta le aspettative per questo primo anno post-pandemico oltre la soglia dei 7 miliardi. Si tratta di un record assoluto nella storia dell’industria vinicola italiana, confermato dalle elaborazioni dell’Osservatorio del vino di Unione italiana Vini (Uiv) sui dati Istat del primo semestre di quest’anno. Il vino italiano, insomma, è sempre più bevuto all’estero, e secondo lo studio il rimbalzo delle spedizioni tricolori nel mondo è stato favorito dalla ripresa dei consumi nei principali Paesi clienti. Questo risulta evidente non solo rispetto al 2020, che segna un +16% a valore e un +6% anche nei volumi, arrivando sopra quota 10 milioni di ettolitri, ma anche sulla media del triennio 2015/2018, ovvero nel periodo pre-Covid. 

Spumanti, +75% negli Usa

In particolare, nel primo semestre del 2021, il segmento dei vini confezionati eguaglia le performance del 2019 (+6%), mentre gli spumanti ‘girano’ a regimi più che raddoppiati, con ritmi straordinari negli Usa e in Germania. Negli Stati Uniti, infatti, gli spumanti italiani segnano +75% sulla media 2015/18, contro +45% della Francia. Sui vini confezionati, invece, sempre in rapporto alla media del periodo pre-pandemia, negli Usa il 2021 segna +12% contro +2% del 2019, in Germania +18% contro +5%, e in Canada +19% contro +4%.

Va un po’ meno bene in Uk e Giappone

Debolezze diffuse invece in UK, dove si riscontra un peggioramento rispetto ai ritmi già negativi del 2019 (-8% contro -4%), e Giappone, dove si scende in terreno leggermente negativo contro una crescita del 12% registrata prima dello scoppio della pandemia.
Per il segretario generale di Uiv, Paolo Castelletti, “Ora è necessario assecondare questa crescita, anche attraverso l’ausilio della promozione e del nuovo plafond di 25 milioni di euro ai nastri di partenza entro l’autunno”.

Tutti i principali segmenti ad alto valore aggiunto segnano valori positivi 

Quanto ai dati di confronto annuo, grazie a un balzo poderoso registrato soprattutto tra aprile e giugno, tutti i principali segmenti ad alto valore aggiunto segnano crescite. I vini spumanti salgono a +26% (780 milioni di euro), i vini frizzanti superano la soglia dei 200 milioni (+3%), e i vini fermi confezionati crescono del +16%, con il top dei rossi a denominazione che segnano +23% (860 milioni di euro). In regresso risultano solo i bag-in-box (-7%), vini che avevano fortemente beneficiato dalle restrizioni imposte dai lockdown nel 2020, e gli ‘sfusi’, che soffrono della impietosa concorrenza spagnola sulle principali destinazioni.

Informazioni utili

Estate 2021, prodotti tipici come souvenir delle vacanze

Posted by Massimo Miceli on
Estate 2021, prodotti tipici come souvenir delle vacanze

Durante l’estate 2021 oltre un italiano su 2, il 53%, ha acquistato prodotti tipici a sagre e manifestazioni enogastronomiche. Tanto che quest’anno i souvenir preferiti dagli italiani di ritorno dalle vacanze sono proprio i prodotti tipici locali. Dopo i limiti imposti per lungo tempo dalla pandemia si evidenzia quindi la tendenza dei vacanzieri a gratificarsi con l’acquisto delle specialità regionali per prolungare tra le mura domestiche le esperienze enogastronomiche vissute, magari facendole assaggiare anche ad amici e parenti. E se nella seconda estate del Covid, solo il 13% degli italiani è tornato a mani vuote dalle ferie, la pandemia spinge verso le spese utili e i prodotti tipici vincono su tutte le altre scelte. Al secondo posto tra i souvenir delle vacanze si classificano i prodotti artigianali, e al terzo gadget, portachiavi, e magliette. Lo rileva un’indagine Coldiretti/Ixè divulgata dopo il ritorno della grande maggioranza degli italiani nelle proprie case.

Formaggi, salumi, vino e olio extravergine d’oliva

Tra le specialità più acquistate durante le ferie primeggiano i formaggi, davanti a salumi, vino e olio extravergine d’oliva. Va forte però anche il “ricordo virtuale”, con quasi un italiano su cinque (19%) che sui social posta sempre, o spesso, fotografie dei piatti consumati al ristorante o preparati in cucina durante le vacanze estive. L’acquisto di prodotti tipici come ricordo delle vacanze è una tendenza recente, sottolinea la Coldiretti, favorita dal moltiplicarsi delle occasioni di valorizzazione dei prodotti locali che si è verifica nei principali luoghi di villeggiatura, con percorsi enogastronomici, città del gusto, aziende e mercati degli agricoltori di Campagna Amica.

Visitare frantoi, malghe o mercati degli agricoltori locali

Il 59% degli italiani in vacanza nel Belpaese, precisa la Coldiretti, ha deciso di visitare frantoi, malghe, cantine, aziende, agriturismi o mercati degli agricoltori per acquistare prodotti locali a chilometro zero, direttamente dai produttori, e così ottimizzare il rapporto prezzo/qualità. Secondo l’indagine Coldiretti/ Ixè, un ruolo importante in tutto ciò è rappresentato dai piccoli borghi, dove nasce il 92% delle produzioni tipiche nazionali, una ricchezza conservata nel tempo dalle imprese agricole con un impegno quotidiano per assicurare la salvaguardia delle colture storiche.

La spesa principale delle famiglie in ferie è destinata all’enogastronomia

La ricerca dei prodotti tipici è diventato un ingrediente irrinunciabile delle vacanze in un Paese come l’Italia, leader del turismo enogastronomico e con l’agricoltura più green d’Europa. Oltre a 316 specialità a indicazione geografica riconosciute a livello comunitario, e 415 vini Doc/Docg, 5266 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola, l’Italia conferma anche la leadership nel biologico, con più di 80 mila operatori biologici e la più grande rete mondiale di mercati di agricoltori e fattorie con Campagna Amica. La tavola si classifica quindi come la voce principale del budget delle famiglie in ferie in Italia, con circa un terzo del totale destinato al consumo di pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per acquisti di cibo di strada, specialità enogastronomiche o, appunto, souvenir.

Informazioni utili

Giochi Olimpici, insieme alla fiaccola si accendono… le frodi online

Posted by Massimo Miceli on
Giochi Olimpici, insieme alla fiaccola si accendono… le frodi online

Dopo una lunghissima attesa, sono finalmente iniziate le Olimpiadi estive di Tokyo 2020. E, per la prima volta, le competizioni si svolgeranno senza pubblico, così da ridurre al minimo i rischi di contagio legati alla diffusione del Covid-19. Tuttavia, avvisano gli esperti, questa attenzione alla sicurezza “fisica” potrebbe invece avere delle ripercussioni sugli attacchi informatici, che si sposteranno ovviamente sull’online sfruttando l’entusiasmo e l’eco dei Giochi.  Gli analisti di Kaspersky hanno infatti individuato diversi schemi di frode online collegati direttamente alle Olimpiadi analizzando i siti web di phishing relativi ai Giochi progettati per rubare le credenziali degli utenti. I ricercatori di Kaspersky hanno scoperto pagine web false che offrono la visione di vari eventi olimpici in streaming, siti che vendono biglietti per competizioni che non avranno spettatori, finti giveaway e persino la prima valuta virtuale falsa dei Giochi Olimpici. Ecco rischi che si corrono e come mettersi al sicuro da possibili attacchi.

Streaming e biglietti falsi

“Il numero più alto di spettatori che dagli stadi si sposteranno online ha favorito la nascita di varie pagine di phishing che offrono la visione dei Giochi Olimpici in streaming. Alcune di queste pagine richiedono una registrazione prima di poter guardare la diretta. Di solito, una volta che l’utente immette le proprie credenziali, viene reindirizzato a una pagina contenente file dannosi che hanno l’obiettivo di installare malware sui dispositivi degli utenti e permettere ai criminali informatici di acquisire le loro informazioni personali e utilizzarle per scopi fraudolenti o venderle nel Dark Web” avvisa la società di sicurezza informatica. Ma c’è anche un altro pericolo, legato a biglietti falsi che sono stati comunque commercializzati anche se non si può assistere dal vivo: esistono addirittura siti che offrono   rimborsi per i ticket già acquistati.

Finte pagine di organizzazioni ufficiali, autorità e pure valuta

Occhi anche a quelle che sembrano pagine ufficiali: gli esperti hanno infatti scovato esempi di pagine di phishing mascherate da organizzazioni olimpiche ufficiali come ad esempio un sito web ufficiale per le Olimpiadi di Tokyo 2020 e una finta pagina del Comitato Olimpico Internazionale. Quest’ultima, ad esempio, raccoglie le credenziali dei servizi Windows degli utenti. Ci sono poi diverse pagine (sempre finte) che promettono omaggi legati all’evento pubblico che non arriveranno mai. L’esempio più recente è un sito di piscina che dà la possibilità di vincere una TV a fronte del pagamento di una tassa di consegna… Inutile dire quale sia le fine della vicenda. Infine, gli analisti hanno addirittura trovato un falso fondo a sostegno degli atleti olimpici. Se un utente acquista il token, i truffatori offrono di sostenere economicamente gli sportivi bisognosi in tutto il mondo. Insomma, i rischi per chi si avvicina a queste pagine con leggerezza ci sono, eccome. Le regole per proteggersi sono sempre le stesse: controllare sempre le URL e l’autenticità dei siti web. 

Informazioni utili

Mi costi, ma quanto mi costi? 126 euro l’anno per la telefonia mobile

Posted by Massimo Miceli on
Mi costi, ma quanto mi costi? 126 euro l’anno per la telefonia mobile

In media, gli italiani spendono 126 euro l’anno per il cellulare. Il dato relativo alla spesa per le tariffe di telefonia mobile emerge dall’indagine che Facile.it ha commissionato agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale. 

Chi spende di più e chi spende di meno

In realtà, in base ai dati raccolti emerge che il 17% dei rispondenti, pari a circa 5,1 milioni di individui, spende decisamente meno, cioè 72 euro l’anno; solo per il 5% dei clienti il costo supera i 240 euro annui. Tra i dati che saltano all’occhio, la correlazione tra prezzo medio e fascia anagrafica. La bolletta più pesante è infatti quella dei 65-69enni (156 euro l’anno) e quella dei 70-74enni (138 euro), probabilmente perché meno abituati a destreggiarsi tra le offerte degli operatori. A riprova di questo, i campioni del risparmio risultano essere i 25-34enni e i 35-44enni, che in media, rispettivamente, spendono 119 euro e 115 euro l’anno. 

Traffico dati, la media è di 41,7 GB

Per quanto riguarda il traffico dati, dalla ricerca emerge che gli italiani possono contare in media su 41,7 GB al mese. E se, da un lato, l’11% del campione dispone di solo 5 o meno GB al mese, dall’altro ci sono 3,4 milioni di italiani che hanno offerte con traffico dati superiore ai 70 GB mensili. Nonostante un volume di dati mediamente importante, non sempre i GB a disposizione sono sufficienti; il 20% dei rispondenti, pari a circa poco meno di 6 milioni di individui, dichiara di fare fatica ad arrivare a fine mese e per questo deve centellinare l’uso dei dati, per non finirli. 

Due cellulari per 7,3 milioni di italiani

Gli italiani amano il cellulare, si sa. E non ne possono fare a meno. L’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat evidenzia che in media ogni italiano ha 1,3 telefoni cellulari a testa. Questo non solo significa che la quasi totalità della popolazione ha un dispositivo mobile, ma anche che 7,3 milioni ne hanno 2 e ben 1,7 milioni ne possiedono 3 o più.
Un altro dato interessante è l’età del primo cellulare. L’indagine ha messo in luce come negli ultimi 20 anni, cioè da quando i telefonini sono diventati prodotti di massa, l’età in cui se ne entra in possesso sia costantemente calata. Se i quarantacinquenni di oggi hanno ricevuto il primo cellulare intorno ai 23-24 anni, i venticinquenni lo hanno avuto a 14 anni e i diciottenni addirittura a 12 anni. Ed è facile immaginare che l’età media continuerà ad abbassarsi  in futuro.

Informazioni utili

Se la casa è multitasking lo smart working si condivide con i familiari

Posted by Massimo Miceli on
Se la casa è multitasking lo smart working si condivide con i familiari

La casa degli italiani è diventata sempre più multitasking, tanto che nell’ultimo anno il 63,6% di loro ha condiviso con familiari o conviventi momenti di smart working. Questo ha certamente avuto un impatto sui rapporti interpersonali, perché il connubio casa-lavoro spesso si è rivelato molto utile a comprendere aspetti diversi delle persone con cui si convive, nonché dell’attività che svolgono. Ma com’è vivere da smart worker, o con chi lo fa, anche solo saltuariamente? Alla domanda risponde un’indagine InfoJobs attraverso le opinioni di 5.000 utenti.

Il connubio casa-lavoro può essere utile a comprendersi meglio

Dalle risposte degli italiani emerge che condividere il lavoro a casa aiuta a capire cose che prima proprio non si sapevano del lavoro altrui (30%), anche perché prima di questa “prova” ci si immaginava una realtà professionale molto diversa da quella reale (15,4%). Di contro, per il 28,8%, la vita lavorativa è stata invece confinata senza osmosi con quella privata, complici gli spazi molto ben separati. Ma se il connubio casa-lavoro altrui c’è stato, si è rivelato molto utile soprattutto per far comprendere diversi aspetti, come le capacità professionali e il valore delle persone care nel luogo di lavoro (36%), poter rispondere finalmente alla domanda: “ma tu… alla fine, che lavoro fai?” (26,7%), o semplicemente comprendere motivi di stress da lavoro e preoccupazioni che manifesta chi vive insieme (20,5%), così come le dinamiche interne e le relazioni con i colleghi (16,8%).

L’impatto sui rapporti interpersonali

Sia che si tratti di una relazione affettiva o di semplici coinquilini, aver provato la vita “smart”, ha certamente avuto un impatto sui rapporti interpersonali. Per il 31,5% ha permesso di avere più tempo da trascorrere insieme, riuscendo a conciliare le esigenze e facendo cose prima irrealizzabili, come pranzi o colazioni a prova di spot tv. La nuova normalità ha creato un terreno fertile per nuovi argomenti di confronto e scambio (21,7%), ma ha anche rafforzato la complicità (21,3%). Ovviamente in tutto questo c’è anche un lato oscuro: per il 19% la gestione degli spazi è stata resa decisamente complessa.

Il timore di apparire nelle videocall altrui

Le complessità si manifestano in particolare nella difficoltà di godere in libertà dello spazio domestico (44,4%), senza timore di intralciare le videocall altrui o disturbare. Per il 28,9% il problema maggiore, riporta Adnkronos, è stata infatti la necessità di organizzare tempi e spazi per non intralciarsi a vicenda. Al contrario, il connubio lavoro-vita privata ha fatto sì che il 35% delle persone abbia supportato partner/familiari o coinquilini a districarsi su temi lavorativi, e il parere è stato richiesto soprattutto per trovare un’idea (24,6%). D’altra parte, invece, per il 33,4% il lavoro è un argomento tabù e non se ne discute in casa.