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Inquinamento: italiani poco informati sui benefici degli alberi nelle città

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Inquinamento: italiani poco informati sui benefici degli alberi nelle città

Quasi 3 italiani su 4, il 73%, sanno che gli alberi abbassano la temperatura laddove sono piantati, limitando la formazione delle cosiddette ‘isole di calore’. Inoltre, la maggior parte sa che le foreste sono in grado di assorbire grandi quantità di CO2: una consapevolezza meno diffusa tra i giovani (58% tra i18-24enni) rispetto ai 55-64enni (65%).

Ma 1 italiano su 5 non sa che gli alberi mitigano gli effetti della pioggia intensa e limitano gli allagamenti, e il 30% ignora che sono in grado di assorbire la CO2 nelle città.
Emerge da una ricerca della divisione Annalect di Omnicom Media Group per Prospettiva Terra, progetto fondato da Stefano Mancuso (accademico e divulgatore scientifico) e Marco Girelli, ceo Omnicom Media Group Italia.

Torino batte Palermo per percentuale di superficie “verde”

Per 3 italiani su 4, gli alberi sono diffusi nel proprio quartiere (75%). Tuttavia, se a Torino e Roma la percentuale è del 90%, a Milano dell’80%, a Palermo del 63%, a Napoli solo del 51%.

Di fatto, Torino ha la più alta percentuale della superficie comunale occupata da aree verdi (18,2%), mentre Palermo si ferma al 4,8%. Inoltre, la percezione cambia anche in base alla zona della città in cui si vive: il dato è più forte man mano che dal centro (72%) ci si avvicina al semi-centro della città (75%), fino alla periferia (77%).

In particolare, la percezione della forte presenza degli alberi cresce, anche fino al 30%, in periferia, mentre nelle aree centrali e semi-centrali si attesta intorno al 20%.

Chi abita in centro ne vorrebbe di più

Non a caso, dunque, Napoli e Palermo sono le città in cui gli alberi sono più desiderati, rispettivamente dal 93% e 87% di abitanti. Anche a Torino e a Milano la percentuale di chi vorrebbe più verde in città  è alta, e si attesta intorno al 75%, mentre a Roma, al 69%.

Altro dato rilevante è quello della posizione delle aree con alberi rispetto alla zona della città.
Il desiderio di avere più alberi, senza differenze sostanziali tra Nord, Centro e Sud, è molto più sentito nel centro della città (87%) rispetto al semi-centro (80%), e soprattutto, rispetto alla periferia (68%), dove la presenza degli alberi è tipicamente più forte.

Preziosi alleati anche del benessere mentale

Una cosa sicuramente mette tutti d’accordo: da Nord a Sud, per la quasi totalità del campione (96%) essere circondati da può donare benessere mentale, serenità e gioia.
Napoli, una delle due città che lamentano una scarsa presenza di alberi, è quella dove agli alberi viene maggiormente associata l’idea di maggior aiuto per il benessere mentale e la serenità.

E quando agli italiani viene chiesto quali pensieri e stati d’animo associano agli alberi, la risposta è un sentimento di serenità e leggerezza.
La prima idea,  riporta Adnkronos, è quella di relax (33%), seguita da purezza (22%), forza (17%), spiritualità (9%) e gioia (7%).

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Luce e gas: gli italiani non sanno qual è la propria tariffa

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Luce e gas: gli italiani non sanno qual è la propria tariffa

Circa 4 italiani su 10 non hanno la minima idea della tariffa applicata dal proprio fornitore luce e gas. In particolare, secondo l’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca Annalect, la percentuale di chi non conosce la propria tariffa è pari al 39% per quanto riguarda la fornitura di energia elettrica, mentre sale addirittura al 43% per quella del gas.
Leggere le bollette energetiche e orientarsi tra le tariffe luce e gas non è sempre semplice, ma anche capire quanto si sta pagando l’energia di casa può diventare un’impresa ardua. Ma non finisce qui. Verificando le risposte di coloro che hanno dichiarato di conoscere la propria offerta, emerge un quadro in chiaroscuro.

Per l’energia elettrica, ad esempio, appena il 27% dei clienti ha dimostrato di conoscere realmente il prezzo della fornitura, il 23% ha indicato una tariffa superiore rispetto a quella reale, l’11%, invece, era convinto di pagare meno.

“Conoscere il prezzo della propria fornitura è indispensabile per valutare se stiamo pagando più del dovuto”

Per la fornitura di gas, invece, solo il 26% degli intervistati ha indicato il prezzo corretto, il 15% lo ha sovrastimato e un altro 15% lo ha sottostimato.

“Conoscere il prezzo della propria fornitura luce e gas è un elemento indispensabile per valutare se stiamo pagando più del dovuto e per capire se sul mercato esistono opportunità di risparmio – spiega Silvia Rossi, Direttore Commerciale Utilities di Facile.it -. Risparmiare è un diritto di tutti, ma per aiutare i consumatori a perseguire questo obiettivo è necessario rendere le informazioni in bolletta sempre più accessibili e chiare, a partire proprio dalle condizioni economiche applicate dal fornitore”.

Che confusione!

Tanti gli italiani insoddisfatti dalla chiarezza delle bollette, tanto è vero che appena il 7% degli intervistati ha dichiarato di conoscere il significato della maggior parte delle sigle contenute in bolletta.
Ma, bolletta alla mano, quali sono le sezioni ritenute più complesse dai consumatori? 

Il quadro che emerge fa riflettere: appena 2 italiani su 10 hanno dichiarato di riuscire a interpretare con sicurezza i consumi e le letture del contatore indicati in fattura. Ancora meno quelli in grado di capire il riquadro dedicato ai consumi storici (15%) o quello contenente il dettaglio degli importi fatturati (14%).
Per non parlare della sezione relativa al dettaglio delle imposte. Solo il 13% ha detto di riuscire a districarsi tra queste voci.

Il consiglio? Imparare a leggere le bollette

“Saper leggere e comprendere la bolletta è essenziale, non solo per capire quanto spendiamo ma anche per tutelarci dalle truffe – avverte Luigi Gabriele, Presidente di Consumerismo No Profit -.  Spesso riceviamo telefonate con promesse di sconti incredibili o tariffe super vantaggiose. È fondamentale avere una conoscenza di base per valutare queste offerte con attenzione ed evitare brutte sorprese. La scienza comportamentale dimostra che un consumatore disorientato e confuso è più incline a fare scelte casuali, con il rischio di finire per pagare di più”.

Informazioni utili

Social media: servono davvero a vendere di più i prodotti Non Food?

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Social media: servono davvero a vendere di più i prodotti Non Food?

A rivelarlo è l’indagine svolta per l’Osservatorio Non Food 2024 di GS1 Italy da Metrica Ricerche: negli ultimi due anni oltre un italiano su tre ha comprato un prodotto non food o un servizio perché lo ha visto sui social media.

Dall’Osservatorio emerge, inoltre, che tra i social media che veicolano più frequentemente gli acquisti al primo posto si posiziona Instagram (55,9%) seguito a poca distanza da Facebook (53,2%), e con un certo stacco da TikTok, con una quota pari al 14,5%.

Il 72,7% degli acquisti tramite Instagram è da parte della Generazione Z

Ad acquistare tramite Instagram (72,7%) e TikTok sono soprattutto i giovani della Generazione Z, mentre i Baby Boomer preferiscono Facebook (64,6%).
In generale, sono comunque le generazioni più giovani a essere più coinvolte in questo comportamento d’acquisto.

Infatti, se la media nazionale di chi compra tramite i social i prodotti delle categorie non food è del 37,4%, nella Generazione Z la quota sale al 46,7%, e tra i Millennial si attesta al 42,7%.

Nel 73,3% dei casi l’acquisto viene effettuato direttamente online

Abbigliamento, calzature, intimo e accessori, con il 47,9% (ma tra la Generazione Z sale al 55,6%), profumeria e cosmesi (31,9%) ed elettronica di consumo (30,2%, ma tra i Baby Boomer sale al 39,7% e al 34,2% tra i Millennial) sono le categorie di prodotti non alimentari con la maggior percentuale di acquirenti trainata dai social.
Nel 73,3% dei casi l’acquisto viene effettuato direttamente online, attraverso un sito o il social network su cui è stato visualizzato il prodotto, e solo nel 17,1% l’acquisto avviene in negozio.

Ma su questo fronte le generazioni evidenziano comportamenti differenti, anche in funzione delle diverse categorie di prodotto acquistate.

I numeri dell’Osservatorio Non Food di GS1 Italy

La ricerca è stata realizzata a maggio 2024 da Metrica Ricerche (gruppo TradeLab) per GS1 Italy, con metodologia CAWI (Computer Web Interviewing) su un campione di 1.000 consumatori compresi nella fascia di età tra 18 e 70 anni.
L’Osservatorio Non Food di GS1 Italy raccoglie informazioni su 13 comparti: abbigliamento e calzature, elettronica di consumo, mobili e arredamento, bricolage, articoli per lo sport, prodotti di profumeria, casalinghi, prodotti di automedicazione, edutainment, prodotti di ottica, tessile casa, cancelleria, giocattoli.

L’Osservatorio viene aggiornato annualmente coinvolgendo partner riconosciuti, come TradeLab, per l’elaborazione dei risultati finali che si basano sui dati rilevati dalle più note e affidabili fonti informative, come Istat, Sita Ricerca, NielsenIQ e Gfk.