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Le prospettive globali sulle disuguaglianze nel 2024

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Le prospettive globali sulle disuguaglianze nel 2024

Le disuguaglianze sono il problema più importante, o uno dei più importanti che ogni Paese deve affrontare. Secondo l’Ipsos Equality Index 2024, la pensa così più della metà (52%) dei cittadini intervistati in 29 Paesi (51% in Italia).

Tra i gruppi sociali considerati più discriminati, le persone con disabilità fisiche formano il gruppo che oggi affronta il trattamento più iniquo o ingiusto (33%), seguito da quello delle donne (26%), degli anziani e le persone con problemi di salute mentale (entrambi 24%).
In Italia, sono invece le donne (31%), gli immigrati (29%), le persone con disabilità fisica (29%) e le persone LGBTQIA+ (26%) i gruppi indicati come più discriminati.

Generazione Z: mind the gender gap

I giovani sono generalmente più sensibili rispetto agli adulti sul tema delle disuguaglianze sociali, e riconoscono maggiormente le discriminazioni subite da donne, persone LGBTQIA+, con neurodiversità e di diverse religioni.

All’interno della GenZ si nota però un divario di genere. Le ragazze GenZ dimostrano una sensibilità più spiccata rispetto ai loro coetanei maschi, esprimendo opinioni che si discostano in modo evidente da quelle delle generazioni più anziane.
Una divergenza di opinioni tra uomini e donne all’interno della GenZ confermata anche da altri studi Ipsos, che evidenziano proprio come ci sia un divario generazionale in crescita per quanto riguarda la percezione delle disuguaglianze.

Gli sforzi per promuovere l’uguaglianza sono sufficienti?

A livello globale, la maggioranza dei cittadini ritiene che si debba fare di più per promuovere l’uguaglianza. Quasi la metà della popolazione (47%, 42% Italia) crede che gli sforzi per raggiungere questo obiettivo debbano essere intensificati. Ma una persona su cinque (19%) indica una certa resistenza verso un cambiamento radicale in questa direzione.

La percezione di un’eccessiva spinta verso l’uguaglianza è più diffusa nei paesi anglofoni, con Stati Uniti (29%), Polonia e Canada (27%) in testa a questa classifica. 
E se a livello globale, il 42% delle persone crede che il successo personale dipenda principalmente dai propri meriti e sforzi, per il 30% il successo è determinato da fattori esterni al proprio controllo.

Un appello ai governi ad agire

A livello globale, la maggioranza (67%) ritiene che i governi abbiano la responsabilità principale di agire per ridurre le disuguaglianze. Opinione particolarmente diffusa in Indonesia (82%), Perù e Corea del Sud (77%). Gli Stati Uniti, (51%) registrano il dato più basso tra i 29 Paesi analizzati.

Inoltre, per un quarto della popolazione totale (26%) i media hanno un ruolo importante nell’affrontare le disuguaglianze, seguiti da datori di lavoro (24%), genitori e insegnanti (22%) e responsabilità individuale (21%).
Anche in questo caso si osserva un divario generazionale: i Baby Boomers (71%) e la Generazione X (69%) sono più propensi a credere che i governi debbano essere i principali attori nella lotta alle disuguaglianze.