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Italia, campionessa europea di biologico 

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Italia, campionessa europea di biologico 

L’Italia si posiziona al vertice della classifica europea per l’agricoltura biologica, grazie alle oltre 84.000 aziende agricole attive nel settore. Questo numero è il doppio rispetto a quello della Germania e supera di un terzo quello della Francia. Lo evidenzia un’analisi di Coldiretti, basata sui dati del SINAB, presentata durante l’Expo dell’agricoltura a Siracusa, in occasione della Giornata Europea del Biologico.

Attualmente, l’agricoltura biologica in Italia copre circa 2,5 milioni di ettari, con una crescita del 4,5% rispetto all’anno precedente, raggiungendo un ettaro su cinque della superficie agricola nazionale. Questo porta l’Italia sempre più vicina al traguardo del 25% di superfici bio previsto entro il 2030 dalla strategia Farm to Fork dell’Unione Europea.

La minaccia delle importazioni biologiche dall’estero

Nonostante i successi nazionali, l’aumento delle importazioni di prodotti biologici rappresenta una sfida crescente per il settore. Nel 2023, le importazioni dall’estero sono cresciute del 40%, a fronte di una riduzione complessiva del 9% all’interno dell’Unione Europea. In particolare, i cereali biologici utilizzati per la produzione di pasta e pane, così come gli ortaggi e l’olio d’oliva, hanno registrato aumenti significativi.

Secondo Coldiretti, gli arrivi di cibo bio extra UE in Italia sono passati da 177 milioni di chili nel 2022 a 248 milioni nel 2023. Questo fenomeno mette in difficoltà i produttori italiani e rischia di penalizzare il consumo di prodotti biologici locali.

Come evitare le frodi 

Per tutelare i consumatori e valorizzare i prodotti italiani, Coldiretti Bio ha elaborato un decalogo per scegliere correttamente i prodotti biologici. Il primo passo è verificare la presenza del logo europeo del biologico, l’eurofoglia, sull’etichetta del prodotto. È inoltre fondamentale controllare l’origine italiana, che deve essere indicata chiaramente.
Coldiretti consiglia di acquistare direttamente dai produttori locali, nei mercati contadini come quelli di Campagna Amica, preferendo sempre prodotti freschi e di stagione. Inoltre, è opportuno orientarsi verso prodotti che recuperano varietà tradizionali e razze autoctone, evitando quelli ultraprocessati e con confezioni non ecosostenibili.

Salvaguardare il bio “Made in Italy”

Coldiretti Bio insiste sulla necessità di introdurre il principio di reciprocità nelle importazioni, garantendo che i prodotti biologici provenienti da Paesi terzi rispettino le stesse regole applicate all’interno dell’Unione Europea. La presidente di Coldiretti Bio, Maria Letizia Gardoni, ha sottolineato l’importanza di fermare la concorrenza sleale dei prodotti a basso costo provenienti dall’estero, valorizzando al contempo le filiere biologiche italiane, per garantire qualità e trasparenza dal campo alla tavola.

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Bancomat da record in Italia: prelevati 360 miliardi di euro nel 2023

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Bancomat da record in Italia: prelevati 360 miliardi di euro nel 2023

Nel 2023, gli italiani hanno ritirato 360 miliardi di euro dagli sportelli automatici, segnando un incremento di 10 miliardi rispetto all’anno precedente e di 18 miliardi rispetto al 2021. Questo corrisponde a circa un miliardo di euro al giorno prelevato attraverso gli ATM.

Sebbene i pagamenti con carte di credito e prepagate siano in crescita, i prelievi in contante hanno registrato un significativo aumento (+10 miliardi).

Il contante, il più amato dagli italiani  

Nonostante l’espansione dei pagamenti elettronici, il contante continua a essere molto apprezzato dagli italiani. L’Italia, infatti, è all’ultimo posto nell’area euro per l’uso di strumenti di pagamento alternativi al contante. Con solo 200 operazioni pro capite per anno (inclusi carte di credito, bonifici e assegni), il nostro Paese si dimostra ancora molto legato alla moneta fisica.

Il raffronto con il resto d’Europa

La media dell’area euro per i pagamenti alternativi al contante è di 370 operazioni pro capite. Paesi come la Spagna (290 operazioni), la Germania (329) e la Francia (424) mostrano un utilizzo molto più alto di strumenti di pagamento elettronici. I Paesi Bassi e le nazioni nordiche, come la Finlandia e l’Estonia, superano significativamente questi valori.

L’Italia, con le sue 199,5 operazioni, si trova in fondo alla classifica europea, evidenziando una netta differenza rispetto ad altre economie europee.

Cresce però l’uso delle carte 

Nonostante la preferenza per il contante, i pagamenti digitali sono in forte crescita. Nel 2023, le transazioni con carte di pagamento hanno raggiunto 426 miliardi di euro, con un incremento del 11,5% rispetto all’anno precedente.

Le carte in circolazione sono aumentate a oltre 120 milioni, con una crescita di circa 5 milioni in un anno (+4,5%). Le carte prepagate, particolarmente diffuse tra i genitori per gestire le paghette dei figli, sono aumentate di 2,1 milioni (+7,1%).

La moneta fisica è uno “strumento di libertà”  

Giovanna Ferrara, presidente di Unimpresa, sottolinea che il contante rappresenta uno strumento di libertà individuale, permettendo transazioni senza tracce digitali e mantenendo la privacy. Contrariamente all’associazione tra contante e evasione fiscale, Ferrara sostiene che la lotta all’evasione deve avvenire attraverso controlli mirati e non penalizzando l’uso legittimo del contante.

Il giusto mix fra banconote e pagamenti digitali

La diffusione dei pagamenti digitali offre vantaggi in termini di comodità e sicurezza, ma è essenziale che tale evoluzione avvenga senza costringere gli individui ad abbandonare il contante. L’innovazione tecnologica deve essere inclusiva e rispettare le preferenze personali. Un equilibrio tra i due metodi di pagamento può garantire libertà di scelta e inclusività, rispettando le esigenze di tutti i cittadini.