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Tecnologia quantistica: entro il 2035 raggiungerà circa 93 miliardi di euro

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Tecnologia quantistica: entro il 2035 raggiungerà circa 93 miliardi di euro

Il panorama della tecnologia quantistica sta vivendo una rapida espansione. Nell’ultimo decennio, il numero di famiglie di brevetti internazionali (IPFs) nel settore quantistico è quintuplicato.
In totale, tra il 2005 e il 2024 gli innovatori di tutto il mondo hanno generato circa 9740 IPF relativi alla tecnologia quantistica. In testa gli USA, seguiti da Europa, Giappone, Cina e Repubblica di Corea.

Secondo uno studio dell’Ufficio Europeo dei brevetti (Epo) e dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), entro il 2035 il mercato globale della tecnologia quantistica raggiungerà circa 93 miliardi di euro.

Oltre 4500 aziende, per lo più startup

Il rapporto Epo Ocse identifica tre sottocategorie principali all’interno del settore: comunicazione quantistica, calcolo quantistico (compresa la simulazione) e rilevamento quantistico.
La comunicazione quantistica ha rappresentato il maggior numero di IPF fino al 2022, ma l’informatica quantistica ha registrato la crescita maggiore (quasi 60 volte) in termini di IPF, ed è destinata a diventare il settore più importante dell’ecosistema.

Il settore quantistico oggi comprende più di 4500 aziende, poco meno del 20% specializzate nel quantum core.
Le principali sono in genere startup e dipendono fortemente dagli investimenti iniziali e dai finanziamenti pubblici.
Alle aziende non specializzate (80%) sono riconducibili la maggior parte dei brevetti relativi alla quantistica nonché la maggiore creazione di posti di lavoro.

Strategia di investimenti per l’Italia: 227 milioni con il supporto dei fondi europei

L’Europa ospita uno dei cluster più densi di aziende specializzate nel quantum core, con percentuali di aziende vicine al 40% in Paesi come Regno Unito, Paesi Bassi e Francia. Negli Stati Uniti (20%) la quota è inferiore, mentre si riscontra una maggiore presenza di giganti tecnologici.

Dal 2005 al 2024 l’Italia non ha registrato famiglie di brevetti relativi alla tecnologia quantistica, ma dal 2025, anche grazie al supporto dei fondi europei, prevede una strategia di investimenti di oltre 227 milioni di euro per sviluppare laboratori nazionali, formare la forza lavoro e incoraggiare investimenti privati.
Gli investimenti si concentreranno su settori chiave come informatica, simulazione, comunicazione, rilevamento e scienza di base, con una partecipazione attiva ai programmi dell’UE e l’obiettivo di aumentare l’autonomia strategica.

IBM, LG, Toshiba, Intel, Microsoft i 5 maggiori richiedenti di IPF

Tra il 2005-2024 i primi cinque richiedenti di famiglie di brevetti (IPF) quantistici sono stati IBM, LG, Toshiba, Intel e Microsoft, oltre ad aziende europee come IQM Quantum Computers e Robert Bosch. Le prime quattro università per IPF quantistici provengono invece tutte dagli USA, guidate dal MIT e da Harvard.
Il CNRS, la più grande organizzazione di ricerca pubblica in Francia, si distingue come l’unica istituzione europea tra i primi 20 candidati.

In Italia, riferisce Askanews, l’Istituto Italiano Nazionale di Scienza e Tecnologia quantistica (NQSTI) è un consorzio di 20 centri di ricerca nazionali finanziato dal PNRR.
L’obiettivo è coprire l’intero spettro dalla ricerca di base fino allo sviluppo di prototipi, con una forte attenzione agli spin-off accademici e all’innovazione industriale.