Adolescenti e stereotipi: come i giovani italiani vedono i ruoli di genere
Quali sono le opinioni dei ragazzi e delle ragazze in merito a relazioni, lavoro e parità? Siamo andati aventi o le antiche convinzioni sono difficili da scardinare? A questo quesito ha risposto l’Istat, in collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, che ha realizzato una ricerca per analizzare quanto siano diffusi stereotipi di genere tra adolescenti italiani.
L’obiettivo è capire come certi pregiudizi culturali influenzino il modo in cui i giovani si relazionano e costruiscono opinioni sulla violenza e sull’uguaglianza.
La ricerca si fonda sull’idea, espressa anche dalla Convenzione di Istanbul, che superare i modelli tradizionali sia fondamentale per prevenire la violenza e promuovere pari diritti tra uomini e donne.
Relazioni fra giovani: il sostegno reciproco è l’aspetto più importante
Anche se dalla ricerca emergono dati non esattamente incoraggianti, ci sono però delle belle notizie. Ad esempio, alla domanda su cosa sia importante in una relazione sentimentale, quasi la metà degli adolescenti (48,1%) risponde che è fondamentale sostenersi nei momenti difficili. Seguono sincerità, fedeltà e comprensione. Solo una piccola parte ritiene prioritari la bellezza o l’attrazione fisica.
Quasi un terzo dei giovani (29,1%), però, continua a pensare che la gelosia sia una dimostrazione d’amore, soprattutto tra i maschi più giovani.
L’immagine conta di più per le ragazze?
Venendo invece a modelli che si vorrebbero obsoleti, si scopre che anche oggi tra le opinioni più diffuse c’è quella secondo cui l’aspetto estetico sia più rilevante per le ragazze che per i ragazzi. Lo pensa il 56,4% degli intervistati, con percentuali più alte tra i maschi e tra i giovani di cittadinanza straniera.
Lo stereotipo risulta più diffuso tra chi vive in famiglie con basso livello d’istruzione o in condizioni economiche meno favorevoli.
La cura della casa è ancora considerata una cosa “da donne”
L’idea che gli uomini siano meno adatti ai compiti domestici trova il consenso di un quarto dei giovani (24,9%). È una visione ancora presente, specialmente tra i maschi (30,4%), ma tende a diminuire con l’età.
Anche in questo caso, emerge un legame chiaro tra l’adesione agli stereotipi e il livello di istruzione della madre: i figli di donne laureate tendono a pensarla diversamente.
Scienza e tecnologia: un settore “maschile”?
Il 21,2% degli adolescenti crede che i ragazzi siano più portati delle ragazze nelle materie scientifiche e tecnologiche. Questo pregiudizio è più forte tra i maschi (29,1%) e tra i ragazzi stranieri. Sebbene l’età non influisca molto, le famiglie più istruite contribuiscono a ridurre questa percezione, in particolare quando le madri hanno titoli di studio universitari.
Lavoro e carriera: un modello ancora senza parità
Solo il 14,6% degli intervistati pensa che il successo lavorativo sia più importante per un uomo che per una donna, ma il divario tra maschi e femmine è netto: è d’accordo il 22% dei ragazzi, contro solo il 6,7% delle ragazze. Tra gli adolescenti stranieri, questa visione è più comune, soprattutto tra i maschi.
Ancora una volta, le madri con un alto livello d’istruzione rappresentano un fattore di apertura: le figlie di madri laureate sono le meno inclini ad accettare questo stereotipo.
La differenza? La fanno il contesto culturale e familiare
L’indagine mostra che gli stereotipi resistono di più in contesti segnati da minori opportunità educative. L’ambiente familiare gioca un ruolo fondamentale: figli di genitori con alti livelli di istruzione, soprattutto madri, mostrano maggiore consapevolezza e meno adesione ai luoghi comuni.
Intervenire sull’educazione, nelle scuole e nelle famiglie, si conferma un passaggio cruciale per promuovere una cultura più equa e rispettosa.

