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Economia: nel II trimestre 2025 congiuntura favorevole, ma consumi ancora deboli 

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Economia: nel II trimestre 2025 congiuntura favorevole, ma consumi ancora deboli 

Secondo l’indagine Confcommercio-Censis anche nel secondo trimestre del l’anno l’economia italiana continua a mostrare segnali di vivacità. La presenza di un quadro positivo, le cui evidenze principali sono date dal permanere dell’occupazione ai massimi storici, e dopo oltre un triennio, dal ritorno ad aprile della produzione industriale in territorio debolmente positivo, si riflette nel recupero della fiducia di imprese e famiglie registrato a maggio.

Ma in questo contesto, caratterizzato da turbolenze e incertezze, ma che beneficia di una stabilizzazione dell’inflazione su valori inferiori al 2%, non mancano le incognite legate all’evolversi delle politiche commerciali. E in un’ottica di misurazione del sentiment di più lungo termine, la fiducia resta sotto i livelli del 2024.

Il contesto internazionale frena la fiducia

L’incertezza sugli sviluppi futuri della situazione internazionale potrebbe frenare il recupero della fiducia, uno degli elementi portanti per il miglioramento degli investimenti e dei consumi nella seconda parte dell’anno.

Stando alle stime Confcommercio, a maggio e giugno il Pil crescerebbe su base congiunturale dello 0,1%, valori che a giugno porterebbero la variazione su base annua allo 0,8%. Nella media del secondo trimestre la stima è di una crescita dello 0,4% congiunturale, andamento su cui hanno inciso i buoni risultati di aprile, e dello 0,9% tendenziale.
Queste stime sono coerenti con la possibilità di realizzare, in assenza di particolari shock, una crescita nell’intero 2025 prossima allo 0,8%.

Permane una scarsa propensione a consumare

L’anello debole della catena continua a essere rappresentato dalle difficoltà dei consumi di instradarsi su un sentiero di crescita consolidato.
Le famiglie italiane, nonostante i miglioramenti occupazionali e reddituali, continuano a mostrare una scarsa propensione al consumo.
Queste valutazioni sono confermate dall’andamento dei consumi misurati nella metrica dell’Indicatore Consumi Confcommercio.

Sulla base delle prime stime, dopo il recupero di aprile a maggio l’indicatore registra una variazione nulla nel confronto annuo.
Il dato è sintesi di una crescita per i servizi (+0,4%) e una riduzione per i beni (-0,3%).
Andamenti che consolidano, al netto di fattori episodici, la tendenza alla terziarizzazione del consumo, mentre sono i beni, soprattutto i più tradizionali, a mostrare maggiori segnali di difficoltà.

Inflazione sotto controllo, prezzi +1,7%

I comportamenti delle famiglie non sembrano, al momento, ancora riflettere i benefici sul reddito disponibile reale derivanti dalla stabilizzazione dell’inflazione che si conferma, anche a giugno, sotto controllo.
Le stime indicano per giugno una variazione dei prezzi al consumo dello 0,1% congiunturale, confermando la crescita su base annua all’1,7%.

L’esaurirsi delle moderate spinte inflazionistiche registrate nella parte finale del 2024, e l’ipotesi del permanere dell’inflazione sui livelli attuali anche nei prossimi mesi, è confermata dalla scelte della BCE, che attuando una politica monetaria meno restrittiva, evidenzia come al momento il problema principale non sia rappresentato dall’andamento dei prezzi, ma dalla crescita.