Dazi e strategie: cosa vorrebbero gli europei?

Prosegue il clima di incertezza generato dalla politica commerciale statunitense. Il presidente Donald Trump ha annunciato nei giorni scorsi una sospensione temporanea dei dazi su alcuni prodotti tecnologici provenienti dall’estero, in particolare dalla Cina.
Si tratta di una risposta tattica dopo che Pechino aveva applicato tariffe “speculari” su beni americani, in un crescendo di tensioni che ha avuto impatti visibili sulle borse internazionali e sull’andamento dell’economia globale.
Tregua temporanea
L’escalation tra le due superpotenze ha scatenato timori non solo a livello politico, ma anche tra gli operatori economici, in particolare nel comparto hi-tech.
Le misure protezionistiche mettono a rischio filiere complesse e fortemente delocalizzate, dove molte aziende statunitensi producono all’estero – specialmente in Cina e Vietnam – per poi esportare verso il mercato interno.
Settore Hi-Tech sotto pressione
Molti colossi tecnologici USA sono coinvolti in questa guerra commerciale, nonostante abbiano sede negli Stati Uniti. Produrre in Asia è una scelta economica ormai consolidata, ma che ora potrebbe rivelarsi addirittura un boomerang. Il congelamento dei dazi da parte di Trump rappresenta, quindi, una misura temporanea per evitare ripercussioni economiche interne troppo pesanti, ma non si può escludere che le tariffe vengano reintrodotte nel prossimo futuro.
L’Europa risponde: più investimenti per diventare tecnologicamente autonoma
Di fronte a queste tensioni, in Europa cresce il sentimento di autonomia strategica. Secondo un sondaggio realizzato da Euromedia Research il 7 aprile 2025, con metodologia CATI/CAWI su un campione rappresentativo di 1.000 cittadini italiani maggiorenni, il 65,3% degli intervistati si dice favorevole a una maggiore indipendenza tecnologica dagli Stati Uniti. Una visione condivisa anche in altri Paesi europei: in Francia e Spagna il sostegno supera il 75% della popolazione.
I cittadini chiedono a gran voce che l’Unione Europea aumenti gli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione, per non restare ostaggio delle scelte commerciali di altri stati o delle dinamiche geopolitiche globali.
Un’occasione per ripensare il futuro industriale dell’Europa
Questa fase di instabilità potrebbe trasformarsi in un’opportunità. L’Europa, spinta dai cittadini e dalla consapevolezza dei rischi attuali, potrebbe finalmente compiere un salto di qualità, puntando su sovranità digitale e tecnologie europee.
Un passo necessario per restare competitivi e indipendenti in un mondo sempre più instabile.
