Cyberattacchi: aumenta il furto di dati sul dark web

I nuovi dati personali in circolazione sul dark web sono in aumento e sono sempre più completi, così da rendere più efficaci i tentativi di frode.
Nei primi sei mesi del 2024 cresce del 10% anche il numero degli alert inviati da utenti e aziende relativi all’esposizione di dati sul dark web, che si attestano a 978.957, confermando le difficoltà degli utenti a difendersi da attacchi di phishing, smishing, vishing, o spear phishing.
L’Osservatorio Cyber di CRIF evidenzia, inoltre, l’emergente utilizzo di exploit zero-click, che permette di eseguire codice malevolo con un semplice SMS senza che l’utente debba interagire in alcun modo con il messaggio.
Indirizzo di residenza associato alla e-mail, +146%
In controtendenza, nello stesso periodo di rilevazione, diminuisce del 34% il numero degli alert inviati relativi all’esposizione di dati sul web pubblico, pari a 23.500.
Un dato positivo, in parte determinato dal quadro normativo sulla privacy che ha imposto una maggiore regolamentazione mirata a fornire un maggiore controllo da parte dell’utente sull’esposizione dei propri dati personali.
Quanto alla tipologia dati più frequentemente esposti alle frodi, emerge come appetibile per i cybercriminali la combinazione dell’indirizzo di residenza completo associato alla e-mail (65,36% dei casi rilevati, +146%), così come è aumentata del 142% (37,22%) la combinazione del numero di telefono sempre associato alla e-mail.
La situazione in Italia
Anche l’Italia non è esente da questa minaccia cyber, infatti, nei primi 6 mesi del 2024 il 36,8% degli utenti ha ricevuto almeno un alert per dati rilevati sul dark web, mentre solo il 9,3% per dati rilevati sul web pubblico.
L’Italia si è posizionata al 5° posto nella classifica mondiale per quanto riguarda il numero di indirizzi e-mail compromessi e messi in circolazione sul dark web. Per quanto riguarda i dati frodati delle carte di credito in circolazione, l’Italia è al 18° posto.
Tra le caratteristiche comuni riscontrate tra i soggetti privati allertati, le fasce di età maggiormente coinvolte sono quelle di 51-60 anni (25,8%), seguite di 41-50 anni (25,5%), pari con gli over 60 (25,5%). Gli uomini rappresentano la maggioranza degli utenti (64,0%).
Sull’open web il CF è il più rubato
Sempre per quanto riguarda il nostro Paese, nel primo semestre 2024 i dati più frequentemente rilevati sull’open web, quindi pubblicamente accessibili da chiunque su Internet, sono stati il codice fiscale (63,1% dei dati rilevati) e l’e-mail (28,8%), seguiti a distanza da numero di telefono (5,4%), username (1,7%) e indirizzo civico (1%).
Nel dark web, invece, sono state le credenziali e-mail a essere più frequentemente rilevate, seguite dai numeri di telefono e i codici fiscali. Questi ultimi, in particolare, potrebbero essere utilizzati per cercare di compiere truffe attraverso le sempre più frequenti tecniche di phishing o smishing.
