Adolescenti: qual è l’impatto dei social?

Posted on
Adolescenti: qual è l’impatto dei social?

Quasi il 60% degli adolescenti subisce provocazioni legate a peso, altezza, colore della pelle, capelli. E 8 su 10 criticano il proprio corpo, tanto che più del 50% modifica il modo di vestirsi per paura dei giudizi. Lo rivela l’indagine “Affettività e stereotipi di genere. Come gli adolescenti vivono relazioni, genere e identità”, condotta da Webboh Lab per ActionAid, realizzata attraverso i fondi 8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gacape.

La pressione estetica esercitata dai social media ha un impatto fortissimo sulla vita di ragazze e ragazzi. Oltre 7 su 10 riconoscono come i corpi perfetti o ritoccati proposti online siano irreali, ciononostante, sempre 7 su 10 vogliono cambiare il proprio aspetto per apparire all’altezza di standard di bellezza irraggiungibili. Inoltre, le ragazze sono bersaglio di aspettative più dei ragazzi.

Discriminati e derisi

All’80% degli adolescenti viene detto costantemente quali sono le cose giuste da fare “per essere maschi e femmine”. Troppo spesso il porno diventa l’unica “scuola” per loro. 
Inoltre, oltre il 71% del campione ha assistito a situazioni di derisione, discriminazione per come ci si veste, esprime o si muove, o perché considerata “troppo femminile” o “troppo maschile”.

Allo stesso tempo. tra i più giovani cresce la consapevolezza critica verso i modelli di genere rigidi e giudicanti che vengono imposti anche online. Ma aspettative digitali e giudizio sociale si intrecciano rivelando come sia complesso lo spettro dell’esclusione e della violenza.

Cinque modi di vivere gli stereotipi di genere e la pressione sociale

Dall’analisi di 17 caratteristiche su stereotipi di genere, pressione sociale, emozioni, media e cultura emergono 5 profili. I più numerosi sono gli Adolescenti anti-stereotipi e i Vigili Culturali (46%): pronti ad accogliere la parità di genere in modo attivo, critico, empatico. Più ampi ma silenziosi sono i Tradizionalisti Inconsapevoli (21%): aderiscono a ruoli predefiniti in modo apparentemente innocuo, ma riproducono stereotipi di genere della società patriarcale.

I Giustificazionisti (16%) giustificano la violenza come forma d’amore e colpevolizzando le vittime, a riprova di quanto il sessismo interiorizzato sia ancora presente anche tra i più giovani. I Progressisti Distorti (17%) dimostrano invece quanto la cultura digitale possa generare confusione: rifiutano gli stereotipi più visibili ma legittimano controllo e violenza.

Dubbi sull’affettività: a chi rivolgersi?

Dalle risposte degli adolescenti riguardo i percorsi educativi su sesso e affettività emerge con forza la necessità di affrontare a scuola sessualità, affettività e relazioni anche come prevenzione della violenza (punteggio medio 8,25). 

Oltre la metà dei partecipanti al sondaggio dichiara di non sapere a chi rivolgersi nel caso di dubbi su sesso, pur riconoscendo l’utilità dei consultori. Ed è il porno a dare risposte per mancanza di alternative sicure. Ma circa 7 su 10 riconoscono che il porno influenza negativamente l’immaginario su relazioni e consenso, evidenziando la necessità di un’educazione come strumento di consapevolezza, non di censura.