Massimo Miceli


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Lotteria scontrini, le regole e le date di estrazione

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Lotteria scontrini, le regole e le date di estrazione

Dall’1 luglio 2020 si potrà partecipare alla lotteria degli scontrini effettuando un acquisto di importo pari o superiore a 1 euro. Prima estrazione, il 7 agosto

Per ottenere il codice lotteria, necessario per partecipare, basta inserire il proprio codice fiscale nell’area pubblica del portale lotteria disponibile a partire dalle ore 12 del 9 marzo 2020. Una volta generato, il codice potrà essere stampato su carta o salvato su dispositivo mobile e mostrato all’esercente in fase di acquisto. Lo comunica l’Agenzia delle Entrate, che ha definito le istruzioni per partecipare al concorso a premi collegato al nuovo scontrino elettronico.

Più alto l’importo speso, maggiore il numero di biglietti

Potranno partecipare alla lotteria le persone fisiche, maggiorenni e residenti anagraficamente in Italia, che acquistano beni o servizi fuori dall’esercizio di attività d’impresa, arte o professione, presso esercenti che trasmettono telematicamente i corrispettivi. In fase di prima applicazione non partecipano alla lotteria gli acquisti documentati con fatture elettroniche e quelli per i quali i dati dei corrispettivi sono trasmessi al sistema Tessera Sanitaria. Ogni scontrino valido per la partecipazione alla lotteria genererà un numero di biglietti virtuali pari a un biglietto per ogni euro di corrispettivo (con arrotondamento all’unità di euro superiore se la cifra decimale è superiore a 49 centesimi). In sostanza, più alto sarà l’importo speso maggiore sarà il numero di biglietti associati all’acquisto, fino a un massimo di 1.000 biglietti virtuali.

Tre estrazioni mensili e una annuale da 1 milione di euro

Per il 2020 le estrazioni saranno mensili, con un’ulteriore estrazione annuale. In fase di avvio saranno previste estrazioni mensili con 3 premi al mese, pari a 30 mila euro ciascuno, e una estrazione annuale con un premio di 1 milione di euro, riporta Adnkronos. Dopo quella del 7 agosto le successive estrazioni mensili avverranno ogni secondo giovedì del mese. A partire dal 2021, inoltre, verranno attivate anche estrazioni settimanali con 7 premi del valore di 5 mila euro ciascuno. I premi della lotteria non saranno assoggettati ad alcuna tassazione.

Premi più alti per i pagamenti elettronici

Con un Provvedimento di prossima emanazione verranno definite le regole dell’estrazione aggiuntiva “zero contanti” riservata a chi esegue gli acquisti con pagamenti elettronici. I premi saranno ancora più alti e a essere premiato sarà anche l’esercente. Per l’estrazione annuale il premio sarà di 5 milioni di euro per il cittadino e di 1 milione di euro per l’esercente, per quelle mensili ci saranno ogni mese 10 premi da 100 mila euro per i cittadini e 10 premi da 20 mila euro per gli esercenti, e per le estrazioni settimanali (dal 2021) sono previsti 15 premi da 25 mila euro per i cittadini e 15 premi da 5 mila euro per gli esercenti. Partecipando al concorso “si contribuirà in maniera attiva alla riduzione del gap tra l’Iva potenziale e quella incassata dallo Stato – scrive l’Agenzia – e al miglioramento dei servizi offerti alla collettività”. Tutte le regole sono contenute in un Provvedimento dei Direttori dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

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La Carta d’identità elettronica 3.0 fa accedere a tutti i servizi Inps

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La Carta d’identità elettronica 3.0 fa accedere a tutti i servizi Inps

Con il messaggio del 22 gennaio 2020 l’Inps ha comunicato che oltre alle credenziali Pin, Cns e Spid  sarà possibile accedere a tutti i servizi online tramite la nuova Carta di Identità Elettronica 3.0, il documento personale che attesta l’identità del cittadino attraverso un microchip che memorizza i dati del titolare. Si tratta di un “importante sviluppo di nuove utilità per tutti i cittadini italiani in possesso dell’innovativo documento d’identità – dichiara in un comunicato Luciana Lamorgese, Ministro dell’Interno – che potranno così usufruire delle prestazioni disponibili in rete con il massimo livello di sicurezza”. Si può accedere al servizio con uno smartphone Android, scaricando l’app Cie ID, oppure da pc.

Tanti i servizi online accessibili a chi è già in possesso della Cie 3.0

Grazie alla collaborazione tra l’Inps e il Poligrafico e Zecca dello Stato è possibile accedere ai servizi per i lavoratori, utilizzare il Portale dei Pagamenti, verificare la propria posizione contributiva o previdenziale, e consultare il cedolino della pensione. Sono questi alcuni dei servizi online dell’Inps che ora sono accessibili ai milioni di cittadini italiani già in possesso della Carta d’Identità Elettronica 3.0, il documento rilasciato dal Ministero dell’Interno e prodotto dal Poligrafico, riporta Askanews.

Un’avanguardia europea per interconnessione e tutela dei dati personali

Secondo Paolo Aielli, Amministratore Delegato del Poligrafico e Zecca dello Stato, “Con la Carta d’Identità Elettronica il Poligrafico e Zecca dello Stato rappresenta l’avanguardia europea”, poiché garantisce interconnessione e massima tutela dei dati personali. Le tecnologie in uso consentono infatti “la realizzazione di un documento tanto innovativo quanto sicuro”, sottolinea ancora Aielli. Inoltre, con la Carta d’Identità Elettronica si ampliano “le modalità attraverso cui il cittadino può accedere, tramite l’apposita area MyInps, ai servizi online dell’Istituto – aggiunge Pasquale Tridico, Presidente dell’Inps. Che ricorda come l’Inps sia stata “la prima amministrazione a consentire l’accesso con Spid, ed è tra le prime a consentire l’accesso con la Cie”.

Accesso tramite pc desktop o smartphone android

Ma come si accede ai servizi Inps con la Carta d’Identità Elettronica? Come spiega l’Inps sul suo portale, l’accesso ai servizi è consentito attraverso l’identity provider del Ministero dell’Interno, cliccando sul link “Cie” nella maschera di accesso ai servizi online. La Carta d’Identità Elettronica si può usare da pc desktop dotato di lettore Nfc, installando il software Cie scaricabile dal sito www.cartaidentita.interno.gov.it. Oppure, si può accedere tramite smartphone Android dotato di interfaccia Nfc, installando l’app Cie ID dallo store Android.

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Gli italiani dicono stop a plastica, viaggi in aereo e condizionatori

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Gli italiani dicono stop a plastica, viaggi in aereo e condizionatori

Limitare l’uso della plastica nell’alimentazione e privilegiare comportamenti sostenibili sono al centro dei buoni propositi per il 2020 degli italiani. Il 94% dei nostri connazionali infatti dice di voler smettere di utilizzare le bottiglie di plastica, e il 66% lo ha già fatto. Una scelta che ci pone al primo posto in Europa insieme a Spagna, Portogallo e Malta. Alta anche la percentuale (93%) degli italiani che ha l’intenzione di acquistare più prodotti alimentari locali, con il 48% che già lo fa. E il 77% afferma di programmare meno spostamenti in aereo per contrastare i cambiamenti climatici. Un’intenzione che il 30% già mette in pratica. Sono i risultati della II edizione dell’Indagine della Bei (Banca europea per gli investimenti), sul clima, condotta con Bva, società di consulenza specializzata in ricerche di mercato.

Prodotti alimentari, rifiuti, trasporti

La sostenibilità in materia alimentare è al centro dell’impegno dei cittadini italiani. Il 93% cerca attivamente di comprare più prodotti locali e stagionali e il 48% lo fa sistematicamente. Gli italiani si dicono anche pronti a modificare la loro alimentazione, con il 73% che ha ridotto il consumo di carne rossa. Inoltre, il 97% degli italiani non usa più prodotti in plastica, o ne ha ridotto il consumo. In particolare, il 94% ha l’intenzione di smettere di comprare le bottiglie di plastica, e il 96% di comprare meno prodotti imballati con la plastica. Quando si tratta di optare per mezzi di trasporto più ecocompatibili poi il 69% degli italiani dice di scegliere di camminare oppure di prendere la bicicletta per gli spostamenti giornalieri. Solo il 54% usa i trasporti pubblici, riporta Adnkronos.

Vacanze, abitazione, marchi e società

Sempre secondo l’indagine, il 77% degli italiani si trova d’accordo con l’idea di fare meno viaggi in aereo per combattere i cambiamenti climatici, percentuale superiore di due punti rispetto alla media europea (75%). Per il 30% degli italiani si tratta già di una pratica consueta. Analogamente, l’86% opterebbe per il treno per percorrenze pari o inferiori a cinque ore. Il 38% degli italiani, inoltre, ha ridotto l’uso dei condizionatori, e chi è disposto a non accenderli più nell’anno nuovo raggiunge il 75%. Inoltre, il 60% della popolazione intende passare a un fornitore di energia verde, mentre il 22% sostiene di averlo già fatto.

Il 79% dei giovani scende in piazza per il clima

Il 79% dei giovani italiani tra i 15 e i 29 anni ha partecipato, o parteciperà, a manifestazioni a favore del clima, cifra che scende al 69% per la fascia di età compresa tra i 30 e i 64 anni. E il 54% degli italiani intende investire in fondi verdi, e l’11% dice di averlo già fatto.

Anche i cittadini di altre parti del mondo si dimostrano disposti ad agire fattivamente contro i cambiamenti climatici. Sul tema della riduzione del consumo della plastica, ad esempio, il consenso è chiaro. L’81% degli americani, il 93% degli europei e il 98% dei cinesi dicono di aver l’intenzione di comprare meno prodotti di plastica.

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Editoria italiana, all’estero cresce dell’8,7%

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Editoria italiana, all’estero cresce dell’8,7%

L’editoria italiana guarda sempre più ai lettori stranieri. Dal 2001 a oggi la vendita dei diritti è aumentata di circa cinque volte, e gli acquisti sono quasi raddoppiati. Nel 2019 poi sono stati ceduti 8.569 diritti, con un +8,7% rispetto al 2018. E crescono, anche se a ritmo meno sostenuto, i diritti acquistati, arrivati a 9.648, +3,1% rispetto al 2018. Dai dati 2019 dell’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sull’import-export dei diritti, emerge inoltre che il percorso di internazionalizzazione hanno un’importanza sempre più rilevante le coedizioni realizzate dagli editori italiani con gli stranieri: nel 2019 sono state 2.987, +42,6% rispetto al 2018.

Il 49,5% degli acquisti di diritti è coperta dai piccoli e medi editori

Stabile, rispetto al 2018, la ripartizione per generi più venuti. Bambini e ragazzi e narrativa italiana, insieme, coprono il 64,3% di tutti i diritti venduti ma, mentre la percentuale dei primi è in lieve calo, dal 39% al 38%, la narrativa italiana cresce, dal 25,4% al 26,3%. A seguire la saggistica al 20,6%, gli illustrati al 10,5% e la manualistica al 4,6%. I dati fanno vedere che le piccole case editrici continuano ad acquistare più diritti di quanti ne vendano. Ma se gli acquisti crescono del 2,9%, l’export cresce a tassi molto più sostenuti, +16,5%. Quasi la metà degli acquisti di diritti, il 49,5%, è coperta dai piccoli e medi editori mentre i diritti venduti rappresentano il 23,8% del totale, riporta Ansa.

Crescono le vendite in Asia

L’Europa rappresenta sempre il principale mercato di vendita delle opere, con il 64,2% del totale, ma continuano a farsi spazio anche altre aree geografiche. In particolare l’Asia, con il 14,3% (+26,3% rispetto al 2018). In calo le vendite in Nord America (-36,7%), Sud America (-8,3%) e Medio Oriente (-14,6%).

Il Paese europeo dove si è venduto di più nel 2018 è la Spagna con il 20,3% del totale. Crescono fortemente anche le vendite di diritti nei Paesi dell’Europa centrale e balcanica (16,2%), Polonia (13,1%) e Ungheria (4,7%). Dopo la partecipazione dell’Italia come Paese ospite d’onore alla XX edizione della Non/Fiction International Book Fair di Mosca, un dato significativo è rappresentato dalla Russia, con il 7% di diritti venduti, +169,2% rispetto al 2018, quando i diritti coprivano il 3% del totale.

“L’internazionalizzazione è un processo che investe in pieno tutta l’editoria”

“Questa indagine conferma che l’internazionalizzazione è un processo che investe in pieno tutta l’editoria, grandi gruppi come medi e piccoli editori. Alle fiere internazionali cresce sempre di più la presenza dei piccoli editori che vivacizzano il mercato e, con uno sforzo economico importante, portano all’estero la complessità dell’offerta culturale italiana – commenta il vicepresidente di AIE e presidente del Gruppo dei Piccoli editori Diego Guida -. In questo senso va anche la scelta di dedicare questa edizione di Più libri più liberi al tema dei Confini dell’Europa, con un forte taglio internazionale”.

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Con la Blockchain le Pmi difendono il Made in Italy: progetto pilota nel tessile

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Con la Blockchain le Pmi difendono il Made in Italy: progetto pilota nel tessile

Un progetto per la difesa del Made in Italy sui mercati internazionali, che contribuisce alla lotta alla contraffazione e al contempo garantisce il supporto alla competitività delle nostre imprese manifatturiere. Sfruttando il potenziale abilitante del digitale, il progetto pilota dal titolo La Blockchain per la tracciabilità del Made in Italy, utilizza infatti la tecnologia della Blockchain al fine di promuovere l’eccellenza dei nostri prodotti sui mercati. Il progetto, presentato al dicastero, vede in prima fila il Ministero dello Sviluppo Economico, con il supporto di Ibm e la collaborazione di associazioni e aziende della filiera del tessile italiano.

Un primo modello sperimentale con una visione a lungo termine

Si tratta di un primo modello sperimentale, che risponde a precisi bisogni e che può crescere con un approccio progressivo e una visione a lungo termine, oltre a risultare di facile replicabilità anche in altri contesti industriali.

“La piccola e media impresa ha oggi il forte bisogno di un sostegno sistemico per poter migliorare la trasparenza e la tutela dei propri marchi”, ha commentato il ministro per lo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli -. La tecnologia Blockchain offre enormi potenzialità – ha sottolineato il ministro – in particolare per la filiera del tessile e della moda, senza gravare sui costi sostenuti dalle imprese”.

“Competere nei mercati globali assicurando la massima trasparenza e tracciabilità”

“Oggi presentiamo i risultati di una prima sperimentazione del Mise che utilizza la Blockchain e le tecnologie basate sui registri distribuiti – continua il ministro Patuanelli -. Stiamo lavorando a livello europeo nell’ambito della European Blockchain Partnership al fine di esportare il modello italiano di protezione delle filiere produttive attraverso le tecnologie emergenti. Pensiamo che in questo ambito il nostro Paese possa giocare un ruolo di leader a livello comunitario”. Dal canto suo, riporta a Ansa, il presidente e amministratore delegato di Ibm Italia, Enrico Cereda, ha spiegato che “l’apertura alla competizione dei mercati globali pone il brand Made in Italy nella condizione di dover assicurare la massima trasparenza e tracciabilità.

Garantire e differenziare i prodotti in termini di qualità e sostenibilità

“L’uso della Blockchain – ha sottolineato Cereda – è l’innovazione che può consentire alle nostre imprese di garantire i propri prodotti, differenziandoli in termini di qualità e sostenibilità”. Questo, inoltre, “permetterà ai consumatori di scegliere con la massima consapevolezza”, ha aggiunto l’AD Ibm.

Con Ibm la fase di sperimentazione ha prodotto “un primo prototipo basato su piattaforma Blockchain, messa a disposizione delle aziende partecipanti via Cloud – si legge all’interno del comunicato stampa ufficiale del Mise -. Come caso di riferimento è stato scelto quello di un’azienda che emette al suo fornitore un ordine per un lotto di lino, verifica che la fibra sia certificata come biologica e ne realizza delle camicie per un particolare brand”.

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Intelligenza artificiale e Blockchain, una ricerca italiana ne svela gli impatti sui modelli di business

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Intelligenza artificiale e Blockchain, una ricerca italiana ne svela gli impatti sui modelli di business

Una recente ricerca scientifica, alla base dello Strategy Innovation Forum (SIF) presso il Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia,  mette in luce quelli che sono i principali impatti di Intelligenza artificiale e Blockchain sui modelli di business. In base allo studio, il 23% delle fonti sostiene che l’Intelligenza artificiale avrà un impatto notevole a livello di risorse, ad esempio riducendo l’errore umano, gli infortuni sul lavoro e aumentando la produttività: molti compiti fisici verranno sostituiti dai robot e dalle macchine intelligenti, creando i cosiddetti lavori “aumentati”. Anche la Blockchain impatterà le risorse in maniera importante (13% delle fonti analizzate), permettendo di tracciare la proprietà degli asset in tempo reale, aumentando la trasparenza delle transizioni e l’affidabilità delle informazioni scambiate tra due o più parti.

L’impatto dell’Ia avrà un forte riverbero anche sui processi interni, e si tradurrà prevalentemente nell’ottimizzazione dei sistemi produttivi, ad esempio, aumentando l’efficienza nell’assegnazione dei compiti ai macchinari grazie alla previsione dei parametri di produzione. L’impatto della Blockchain sui processi interni è riconosciuto dal 21% delle fonti analizzate; il principale vantaggio risiede nell’automazione dei processi di scambio dei dati, riducendo i costi di transazione e aumentando la sicurezza nel trattamento di dati sensibili e della privacy.

I settori maggiormente coinvolti dall’Ia…

La ricerca, tutta italiana, mette in luce anche quali siano i settori industriali maggiormente coinvolti dalla trasformazione tecnologica di Ia e Blockchain. In primis, nel settore manifatturiero (secondo il 16% delle fonti analizzate) l’Intelligenza artificiale originerà nuovi sistemi di manifattura intelligente con nuove capacità cognitive e di apprendimento. Il secondo settore che subirà forti variazioni grazie all’Ia (15% delle fonti analizzate) è quello del retail, il quale rivoluzionerà l’engagement con il cliente, offrendogli prodotti e servizi più personalizzati. Infine, il settore sanitario (presente nel 13% delle fonti analizzate) si conforma come il migliore laboratorio sperimentale per l’implementazione dell’Intelligenza artificiale. Ad esempio, si tradurrà in sistemi per il monitoraggio dello stato di salute dei pazienti negli ospedali e nelle case private grazie a dispositivi intelligenti in grado di raccogliere dati biometrici dei pazienti stessi.

… e quelli dalla Blockchain

I settori industriali che verranno influenzati maggiormente dalla Blockchain saranno il settore finanziario e il settore sanitario. Nel settore finanziario (rilevante nel 28% delle fonti analizzate) la rivoluzione è direttamente collegata alla natura della tecnologia, che originariamente è connessa alla creazione delle criptovalute. Nelle funzioni finanziarie, le soluzioni di Blockchain riducono i costi e aumentano la fiducia dei servizi, incrementando la sicurezza IT e riducendo il rischio di frode e di riciclaggio del denaro. Nel settore sanitario (15% delle fonti analizzate), l’introduzione della Blockchain permette di facilitare l’efficienza amministrativa dei registi sanitari e di aumentare l’accesso dei ricercatori ai dati storici dei pazienti mantenendone la privacy.

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Milano si conferma la smart city d’Italia

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Milano si conferma la smart city d’Italia

Milano, con Roma, si conferma la prima smart city d’Italia. In questo comparto, sotto la Madonnina sono attive ben 45mila imprese che occupano 378mila addetti, secondo una recente elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. Sono le grandi città a trainare la crescita dei settori “smart” d’Italia, a Milano le imprese salgono del +1,7% in un anno, a Roma del + 1,7%, a Napoli di +1,9%, con un risultato nazionale di stabilità e quindi di una sempre maggiore attrazione e concentrazione dei grandi centri. Un settore guidato nel Paese da Milano e Roma con circa 100 miliardi ognuna di business su circa 500 miliardi in Italia e 400 mila addetti a Milano e 300 mila a Roma nelle circa 50 mila imprese dei due motori d’Italia.

I numeri dei settori smart in Lombardia…

I settori tradizionalmente smart sono hi-tech, autoveicoli, trasporti e logistica, energia-acqua-rifiuti, costruzioni, commercio online, design. Milano, Monza e Lodi insieme contano oltre 50 mila imprese nei settori smart e oltre 400 mila addetti. In Lombardia si concentrano 103mila imprese smart sulle 572mila in Italia, guidate da Milano (45 mila), Brescia e Bergamo con circa 11mila, Monza e Varese con circa 7mila. Gli addetti sono 603mila, più di uno su quattro dei 2,3 milioni in Italia. Sono 378mila a Milano, circa 47mila a Brescia e Bergamo, circa 36mila a Monza (+0,7%) e 24mila a Varese. A Lodi ci sono circa 2mila imprese nei settori smart e 8mila addetti.

… e quelli a livello nazionale

In Italia ci sono 572mila imprese e 2,3 milioni di addetti. Dopo Roma (52mila, +1,7%) e Milano (45mila, +1,7%), ci sono per imprese Napoli (28mila, +1,9%) e Torino (21mila), Bari, Brescia, Caserta, Salerno, Bologna, Bergamo, con oltre 10mila. Per addetti, prima Milano con 378mila, poi Roma con 297mila, Torino al terzo posto con 138mila, poi Napoli con 76mila, Bologna con 55mila. Superano i 40mila: Bergamo, Brescia, Bari, Firenze.

Il supporto alle imprese lombarde

“La nostra economia ha una forte vocazione all’innovazione, come mostrano i dati sui settori smart. La crescita di questi settori 4.0 è alla base di una maggiore competitività internazionale del nostro territorio” ha dichiarato Massimo Dal Checco, consigliere della Camera di commercio e amministratore unico di Innovhub Stazioni Sperimentali per l’Industria, in occasione di e_mob – Festival della mobilità elettrica . “Come partner europeo nella rete EEN, Enterprise Europe Network, puntiamo promuovere nei suoi vari aspetti ricerca e innovazione, anche con incontri dedicati ai settori ambientali. Cresce infatti il rapporto tra ambiente e tecnologia, a partire dalle imprese. Tra l’altro ci affianchiamo ogni giorno alle aziende con un supporto diretto e personalizzato, per far crescere

ricerca e innovazione”.

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Per i millennials avere figli non è indispensabile

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Per i millennials avere figli non è indispensabile

Riuscire a costruire una relazione duratura è un obiettivo importante per quasi 8 giovani su 10 ma solo 3 su 10 considerano i figli indispensabili. Per il 9,7% dei millennials non rientra proprio nei progetti di vita. Non sorprende che siano le ragazze ad attribuire più importanza a questo aspetto. Per il 48,8% di loro infatti è ancora “molto” importante, a fronte del 30,3% dei ragazzi. Lo ha scoperto Eurispes tramite la ricerca Soprattutto Io. Coppie millennials tra stereotipi, nuovi valori e libertà, che tenta di comprendere quanto gli stereotipi del passato siano tuttora presenti nell’educazione dei 18/30enni di oggi.

Vita di coppia, il vissuto familiare influisce sulla relazione

La vita di coppia è ancora una delle aspirazioni importanti della vita? I giovani italiani sono disposti a rinunciare alla carriera per curare figli? Qual è e come è cambiato l’atteggiamento rispetto a temi considerati tabù, come ad esempio il legame tra persone tra le quali esiste una notevole differenza di età o di condizione sociale ed economica? E il tradimento all’interno della coppia si può perdonare?  Secondo la ricerca, il vissuto familiare dei millennials influisce sulle scelte e la relazione di coppia. Infatti, per chi è cresciuto con entrambi i genitori avere una relazione duratura rientra “molto” tra i propri desideri nel 45,9% dei casi. I ragazzi cresciuti con genitori separati o divorziati invece rispondono prevalentemente “abbastanza” (41,5%), come per chi è cresciuto con un solo genitore (36,7%).

Non è opportuno rinunciare alla carriera per i figli

La vita di coppia risulta appagante anche senza figli per il 67,6% dei giovani. La presenza dei figli in una coppia non sembra essere particolarmente importante per i giovani e sono meno di un terzo (32,4%) i ragazzi che considerano la presenza dei figli indispensabile per una vita di coppia soddisfacente. La maggior parte dei ragazzi (65,8%), poi è “per niente” (33,8%) o “poco” (32%) d’accordo che una donna rinunci alla propria carriera per occuparsi dei figli. Il 34,2%, invece, ritiene che sia opportuno rinunciare. Lo status economico invece è importante per quasi un terzo del campione. Con i maschi più venali delle donne.

Giovani d’altri tempi ancora vittime di qualche tabù

E cosa succede se una donna ha avuto più di 20 partner? Per il 52,7% del campione è accettabile, ma la percentuale sale di 10 punti se ad aver avuto più di 20 partner è l’uomo. Insomma, i millennials in questo caso dimostrano di essere giovani d’altri tempi. La metà di loro, inoltre, ritiene che sia l’uomo a dover corteggiare. E per le coppie anagraficamente “squilibrate”, per 1 su 5 può avere successo solo se è l’uomo a essere più grande. Quando il partner tradisce, poi, quasi 3 giovani su 10 (32,3%) sicuramente interromperebbero la relazione.

Va meglio per i diritti civili: divorzio, aborto, unioni civili, adozione da parte degli omosessuali per i millennials sono conquiste sociali. Ma più per le donne che per gli uomini.

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Perché si verificano perdite d’acqua?

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Le tubature di una casa, di una fabbrica o di locali commerciali sono nascoste anche sotto il pavimento della costruzione e questo rende difficile il poter rilevare le eventuali perdite. Una perdita d’acqua può farti perdere un sacco di tempo e denaro, soprattutto se non viene rilevata in tempo e le settimane passano. Per questo motivo, è necessario cercare di individuare la perdita d’acqua il più presto possibile, per evitare un costo aggiuntivo dovuto ad ulteriori danni che possono conseguire.

Le perdite d’acqua possono verificarsi per diversi motivi, e riassumiamo nel seguente elenco i casi più frequenti:

  • Materiali di bassa qualità: Le scelte economiche a lungo termine sono sempre costose. Vale la pena spendere un po’ di più in un buon materiale per ridurre il rischio di perdite in futuro.
  • Tubi vecchi: Il passare del tempo non perdona nessuno, nemmeno le tubature dell’acqua. Il passaggio di acqua e liquidi vari nel corso degli anni attraverso i tubi può portare a crepe e fessure che possono portare a perdite significative.
  • Giunzioni mal elaborate: È fondamentale affidarsi ad un professionista  per l’installazione dei tubi, in quanto una installazione inadeguata può portare a perdite d’acqua, con tutte le conseguenze del caso.
  • Pressione troppo alta: Le piogge torrenziali possono essere fatali sia per la rete idrica di uno spazio industriale, che quella di casa o strada pubblica. Il monitoraggio dei tubi dovrebbe essere più accurato dopo episodi di forti piogge.

Queste sono le ragioni principali per la comparsa di perdite d’acqua. Per ridurre il danno causato da una perdita d’acqua, è necessario individuare la perdita d’acqua il prima possibile.

La scelta più efficace per effettuare una ricerca perdite acqua e risolvere il problema senza dover ricorrere ad interventi invasivi è rivolgersi a  VI.RO., azienda della provincia di Lecco specializzata in questo settore e che dispone di tecnologia di nuova generazione per tale scopo.

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Le donne trainano il mercato del lavoro in Lombardia

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Le donne trainano il mercato del lavoro in Lombardia

Se a fare la parte del leone per quanto riguarda l’occupazione femminile è la Lombardia, nel decennio tra il 2008 e il 2018 il numero di donne occupate nella regione è cresciuto del 5,9%, registrando 105 mila occupate in più. Nello stesso periodo l’occupazione maschile lombarda è cresciuta dello 0,9%, +22 mila unità.  Lo conferma l’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro, con il rapporto dal titolo La crescita del mercato del lavoro in Lombardia.

Se dunque la Lombardia nel 2018 ha superato di 127 mila unità gli occupati del 2008, il maggior contributo è da individuare proprio nella componente femminile.

I dati lombardi si avvicinano a quelli europei

Lo studio dimostra poi come la crisi finanziaria abbia determinato una flessione dell’occupazione delle donne solo fino al 2011, per poi ripartire negli anni seguenti. Al contrario, l’occupazione maschile è rimasta in flessione fino al 2015. Il tasso di inattività femminile in Lombardia è passato invece dal 39,9% del 2008 al 35,8% del 2018, inferiore alla media nazionale del 43,8%. Nel medesimo decennio non sono cresciute solo le donne occupate, ma anche le laureate (+53,1%), a fronte a una crescita ridotta dei laureati maschi, pari al 33,2%. Il dato lombardo sembra quindi avvicinare il dato nazionale a quello europeo, dove l’occupazione femminile è del 61.2%.

A livello nazionale è occupata solamente una donna su due

Gli studi fatti a livello nazionale però parlano chiaro. Nel nostro Paese è occupata solamente una donna su due. L’Istat segnala che attualmente è occupata il 49,8% delle donne, il massimo delle serie storiche, comunque di 10 punti inferiore al tasso maschile, e di 12 punti al di sotto rispetto alla media europea.

“Il problema dell’occupazione femminile in Italia è ancora molto lontano dall’essere risolto – spiega Carola Adami, AD della società di head hunting Adami & Associati – e il nodo principale continua a essere quello della conciliazione lavoro-famiglia, con le donne che ancora oggi, nella maggior parte dei casi, si devono fare carico dei figli e, spesso, anche dei genitori”.

“Sono ancora tante le donne che all’arrivo del primo figlio escono dal mondo del lavoro”

Indubbiamente la soluzione a questo problema sarebbe quella di aumentare i servizi, a partire dagli asili nido. “Nel nostro Paese sono ancora tantissime le donne che all’arrivo del primo figlio escono in modo definitivo dal mondo del lavoro”, aggiunge l’head hunter.

Nonostante questo, i numeri dell’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro sull’occupazione femminile in Lombardia fanno ben sperare.

“La stessa crisi che ha ridimensionato l’occupazione, ad esempio, ha poi spinto molte donne a ritornare nel mondo del lavoro per rimettere in sesto l’economia famigliare – sottolinea Adami – non si può negare, inoltre, che un maggior numero di donne laureate significhi che ci sono sempre più donne in grado di affrontare al meglio il mercato del lavoro, presentandosi con tutte le carte in regola per la selezione di personale qualificato”.