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Smart working, il bilancio dei lavoratori

Posted by Massimo Miceli on
Smart working, il bilancio dei lavoratori

Secondo un’indagine della Cgil, pubblicata il 18 maggio, gli italiani che hanno lavorato dalla propria abitazione durante il lockdown sono stati circa 8 milioni. Prima della pandemia erano mezzo milione. A diciotto settimane di distanza dall’inizio del lockdown, Lenovo ha pubblicato uno studio, Technology and the Evolving World of Work, in cui si traccia un bilancio sugli esiti del lockdown in ambito lavorativo e tecnologico. A 20.262 dipendenti di 10 Paesi, compresa l’Italia, Lenovo ha chiesto di rispondere ad alcune domande relative all’esperienza con la tecnologia sul luogo di lavoro e all’impatto del Covid-19 su preferenze, connettività ed equilibrio tra vita personale e lavorativa.

Il prezzo di lavorare da casa si paga con il benessere economico, fisico ed emotivo

La maggior parte degli interpellati (63%) ha risposto che lavorando da casa ci si sente più connessi e produttivi rispetto a lavorare in ufficio. Ma anche se la metà del campione (il 52%) pensa di dover continuare a lavorare da casa più di quanto facesse prima, lo smart working (o work from home) secondo gli intervistati non offre soltanto vantaggi. Il timore è infatti quello di dover pagare uno scotto per quanto riguarda non solo il proprio benessere economico, riporta Agi, ma anche fisico ed emotivo.

Quanto hanno speso gli italiani in tecnologia

Tra le conseguenze più immediate dello stravolgimento delle abitudini lavorative c’è stata la necessità di ammodernare l’attrezzatura usata per svolgere le proprie mansioni. A livello globale, sette intervistati su dieci hanno dichiarato di aver acquistato nuovi dispositivi tecnologici per migliorare la propria dotazione. Gli italiani hanno dichiarato di avere speso mediamente 305 euro per aggiornare o migliorare la tecnologia necessaria per lavorare da casa, un dato che ci colloca al terzo posto. Soltanto in Germania (336 euro) e Stati Uniti (307 euro) si è speso di più. La media globale, scrive Lenovo nel suo report, si attesta a 238 euro.

Le conseguenze sulla salute Secondo lo studio il 71% degli intervistati lamenta l’insorgere di nuovi problemi di salute o il peggioramento di alcune condizioni, tra cui mal di testa, dolori alla schiena, al collo, e la difficoltà a dormire. Tra le possibili cause la mancanza di spazi adeguati dove lavorare, ma tra le conseguenze del lavoro da casa rientra anche la diminuzione dei contatti personali con i colleghi, che può influire negativamente sulla capacità di sviluppare relazioni sul posto di lavoro, e quindi sul rendimento. Un altro aspetto negativo che può influire negativamente sula salute psicologica risiede nella difficoltà di separare la vita lavorativa dalla vita domestica. O nella scarsa capacità di concentrarsi durante le ore di lavoro a causa delle tante distrazioni presenti in casa.